AKK – Il Kalašhnikov bulgaro

L’arma più prodotta in tutto il mondo è il fucile d’assalto Kalashnikov.
Praticamente tutte le nazioni del Patto di Varsavia ne hanno prodotta una propria variante. Abbiamo già parlato degli M70 slavi prodotti dalla Zastava e dell’AMD-65 prodotto dalla FEG negli articoli passati; ora tocca alla Bulgaria. Anche questo stato ha infatti prodotto la personalizzazione del Kalashnikov. Gli AK bulgari si distinguono per la qualità delle lavorazioni e le ottime finiture.

Premessa storica

Durante la Seconda Guerra Mondiale la Bulgaria si unì alle potenze dell’Asse, nel 1941, nella speranza di riconquistare le zone dei Balcani perdute durante la Grande Guerra. Quando dichiarò guerra agli alleati subì forti bombardamenti nella capitale Sofia.
Il 5 settembre 1944 l’Unione Sovietica dichiarò guerra e invase la Bulgaria.
L’8 settembre 1944 l’esercito bulgaro si unì all’Unione Sovietica nella sua guerra contro la Germania e, quando l’Armata Rossa la invase nel 1944, installò un governo comunista; le forze armate furono rapidamente costrette a riorganizzarsi seguendo il modello sovietico e furono rinominate l’Esercito Popolare Bulgaro (Bulgarska Narodna Armiya, BNA).
Mosca quindi rifornì rapidamente alla Bulgaria carri armati T-34-85, cannoni SU-100, aerei da attacco Ilyushin Il-2 e altri armamenti.
Poiché il paese era un satellite sovietico, faceva parte del blocco orientale ed entrò nel Patto di Varsavia come uno dei suoi fondatori.
A quel tempo l’esercito si era espanso a oltre 200.000 uomini, con centinaia di migliaia di altre truppe di riserva. Il servizio militare era obbligatorio.
Nel frattempo, durante il governo di Todor Zhivkov, fu istituito un importante complesso militare-industriale presso la città di Kazanlak, in grado di produrre veicoli corazzati, artiglierie semoventi, armi e munizioni di piccolo calibro, nonché motori di aerei e pezzi di ricambio.
La Bulgaria fornì armi e competenze militari in Algeria, Yemen, Libia, Iraq, Nicaragua, Egitto e Siria. Alcuni aiuti militari e medici furono forniti anche alla Corea del Nord e al Vietnam del Nord negli anni ’50 e ’60, ottenendo pertanto una posizione di importante stato satellite. La Russia, di conseguenza, non esitò minimamente nel fornire il know-how necessario per lo sviluppo della nuova propria arma d’assalto: il Kalashnikov.

Gli AK Bulgari

Si nota il 10 inscritto nel doppio cerchio, e dopo la parte letterale della matricola le 2 cifre indicanti l’anno di produzione (20 = 1980).

I Kalashnikov prodotti in Bulgaria sono prodotti nell’arsenale di Kazanlak, che tra il 1948 ed il 1964 era chiamato “Arsenale 10”, identificato con il logo raffigurante il numero 10 inscritto in un doppio cerchio.
L’arsenale di stato bulgaro iniziò la produzione di armi per l’esercito bulgaro dal 1878, anno della nascita della Bulgaria indipendente.
Fu solo nel 1956 che l’Arsenale 10 avviò, sotto licenza russa, la produzione in loco del fucile d’assalto Kalashnikov con la denominazione di AKK.
Il primo modello prodotto di AKK era una copia del AK russo con castello del terzo tipo. Gli AK con receiver del terzo tipo furono prodotti in Russia dal 1954 al 1959; si trattava dell’ultima variante realizzata utilizzando un castello ricavato per fresatura.
Inizialmente gli AKK prodotti erano realizzati assemblando in Bulgaria parti già prodotte negli arsenali russi e successivamente anche castelli prodotti in Polonia. Le armi assemblate erano comunque marcate anche con il simbolo dell’Arsenale 10, rappresentato dal numero 10 inscritto in un doppio cerchio. Gli esemplari realizzati con castelli prodotti in Russia o Polonia sono quindi identificabili dal doppio marchio presente sul lato sinistro del receiver, dalla freccia inscritta in un triangolo per quelli prodotti ad Izhevsk in Russia, e da un 11 iscritto in un ovale per quelli prodotti dall’arsenale polacco di Radom.
Fu solo nel 1967 che iniziò la produzione in autonomia del receiver. Ovviamente nei castelli prodotti a Kazanlak non sono presenti i marchi esteri, perciò sono facilmente identificabili.
I primissimi modelli erano dotati di forniture in legno di faggio, ma verso la metà degli anni ’70 vennero utilizzate la bachelite per l’handguard e la plastica per l’impugnatura pistola. Anche le indicazioni sulle modalità di tiro sono state personalizzate, utilizzando le diciture AB (автоматический, automatico) e ЕД (едно, uno) anziché le canoniche russe AB/ОД (один, singolo).
Altra caratteristica degli AK bulgari, introdotta sempre verso la meta degli anni ’70, è la canna spinata anziché avvitata nel castello – questo per una semplificazione produttiva (caratteristica, questa, simile agli M-70.B prodotti dalla Zastava).
Assieme alla produzione dell’AKK, venne anche avviata la produzione dell’AKKS, l’equivalente del modello AKS russo, ovvero dotato di calcio pieghevole. Come i modelli russi, i calcio è realizzato partendo da barre di acciaio lavorate mediante fresatura.
L’arsenale 10 nel 1970 modificò anche l’indicazione dell’anno di produzione, passando così dall’anteporre alla matricola le 4 cifre dell’anno all’utilizzo di un codice numerico di due cifre. I modelli quindi prodotti nel 1970 riportano la cifra 10 prima della matricola, quelli del 1971 hanno la cifra 11, e così via.

AK74-N Bulgaro
AK74-N Bulgaro.

Negli anni ’80 anche la Bulgaria passò al nuovo calibro, il 5,45 × 39 mm, realizzando un clone del AK-74 russo, prodotto assemblando castelli di produzione sovietica. L’unica differenza rispetto a questi erano, nelle versioni iniziali, i calci realizzati in legno massello anziché in laminato. L’impugnatura della pistola era in plastica color rosa. Solo successivamente vennero utilizzati calci ed handguard in polimerici.
Le versioni realizzate con castelli stampati russi presentano solo il marchio dell’Arsenale 10, ma sono identificabili per la diversa serigrafia presente nel selettore di tiro.
L’Arsenale 10 non ha mai prodotto receiver in lamiera stampata per AK in calibro 7,62.
Tutti gli AKM bulgari sono realizzati con castelli acquistati dalla Russia.
Nel 1982, dopo 26 anni, venne costruito il milionesimo AK.
La produzione bulgara è sempre apprezzata per la qualità costruttiva. Le lavorazioni e le finiture rendono questa produzione di AK tra le migliori e le più ambite tra i collezionisti.

Produzione moderna

Il 29 marzo 2004 la Bulgaria è entrata nella NATO e, dovendo adottare il nuovo calibro 5,56 × 45 mm, la NATO ha iniziato la produzione del nuovo modello del fucile Kalashnikov, il modello AR-M1.
Nel 2005 venne prodotto l’AK numero 2’000’000.
La Bulgaria ha fornito armi e competenze militari in Algeria, Yemen, Libia, Iraq, Nicaragua, Egitto e Siria.
Attualmente la Arsenal JSCo ha in produzione un’ampia gamma di Kalashnikov, sia per il mercato militare sia per il mercato civile. Quasi la totalità della produzione è realizzata con castelli forgiati dal pieno.

Modello Calibro Note
AKK 7,62 × 39 mm M43 Castello fresato tipo 3.
AKKS 7,62 × 39 mm M43 Castello fresato tipo 3. Calcio rovesciabile.
AKKN-47 7,62 × 39 mm M43 Castello fresato tipo 3. Supporto per NSPU.
AK-47M1 7,62 × 39 mm M43 Versione modernizzata. Castello fresato tipo 3. Predisposto per lancia granate 40mm GP-25 Kastyor.  Forniture in plastica nere.
AKKM 7,62 × 39 mm M43 Castello stampato.
AKKMS 7,62 × 39 mm M43 Castello stampato. Calcio rovesciabile.
AR-M1 5.56 × 45 mm NATO Come il modello AK-47M1 ma in calibro NATO.
AKS-47M1 5.56 × 45 mm NATO Come il modello AKKMS ma in calibro NATO.
AKS-47S 7,62 × 39 mm M43 Versione corta del AK-47M1. Il calcio è pieghevole tipo DDR. Attacco per ottica.
AKS-47UF 7,62 × 39 mm M43 Versione corta del AK-47M1. Il calcio è il classico ribaltabile in basso.
AR-SF 5.56 × 45 mm NATO Come il modello AKS-47UF in calibro NATO.
AKS-93SM6 7,62 × 39 mm M43 Come il modello AK-47M1.
Calcio ribaltabile
RKKS 7,62 × 39 mm M43 RPK Bulgaro. Canna pesante. Bipiede. Drum da 75 colpi.
AKT-47 .22 LR Versione da training.
AK-74 5,45 × 39 mm M74 Copia standard dell’AK-74 sovietico, forniture in plastica nera. Può essere equipaggiato con lanciagranate.
AK-74N 5,45 × 39 mm M74 Come il modello AK-74 ma dotato di slitta per l’ottica.
AKS-74 5,45 × 39 mm M74 Come il modello AK-74. Calcio scheletrato pieghevole.
AKS-74U 5,45 × 39 mm M74
AK-N 5,56 × 45 mm NATO
AKS-N 5,56 × 45 mm NATO Versione modernizzata del AK-74. Castello stampato. Visore notturno. Predisposto per lancia granate.
AKS-NU 5,56 × 45 mm NATO Versione modernizzata del AK-74. Canna corta. Castello stampato. Calcio scheletrato pieghevole.
AKS-NUF 5,56 × 45 mm NATO

Baionetta

Arsenale 10 - Baionetta
Baionetta AKK Bulgara.

Le baionette degli AKK ed AKKS bulgari sono basate sul modello russo 6X2. Si distinguono dal modello russo per l’impugnatura in plastica arancione/marrone e per il numero seriale perpendicolare all’asse lungo della baionetta. Gli esempi russi hanno tipicamente il numero di serie che attraversa il pomo con un angolo di 45 gradi.
La Bulgaria non ha mai prodotto baionette AKKM nere come la Germania dell’Est o la Jugoslavia, ma le ha solo dipinte di nero.
Esistono foderi sia con i lacci in pelle, sia in stoffa, sia misti.
Una curiosità: l’insolito attacco e lo strano sistema di bloccaggio della baionetta 6X2, ovvero quella per l’AK del primo tipo, sono dovuti al fatto che inizialmente il Kalasnikov non era stato progettato per accettare una baionetta.

Cinghia

Cinghia AKK
Cinghia AKK Bulgato, primo tipo in pelle.

La prima versione della cinghia dei Kalashnikov bulgari era in cuoio. Le cinghie erano prodotte nell’arsenale  di Kazanlyk.
Il materiale è cuoio naturale, spesso di colore marrone scuro. C’è una fibbia che regola la lunghezza; il moschettone per l’aggancio anteriore non è cucito sulla cinghia, bensì bloccato tramite un’asola. Il bloccaggio posteriore è assicurato direttamente dalla cinghia, tramite la maglieria presente sul calcio, mediante un’asola identica a quella anteriore.
Successivamente vennero prodotte cinghie in cordura di tipo AK-Standard di colore verde. Una caratteristica particolare del modello in cordura è la sua morbidezza, essendo realizzata con un’elevata percentuale di cotone.
Tutti gli AKK / AKKS in 7.62 × 39 erano dotati di cinghia in cuoio, mentre i modelli nel calibro 5.45 × 39 o nel 5.45 × 45 erano dotati di cinghia in cordura.
Una caratteristica comune a tutte le cinghie bulgare sono le parti metalliche verniciate in colore nero.

Caricatori

Caricatore AK, Differenza tra primo e secondo tipo europeo a costole.
Caricatore AK, Differenza tra primo e secondo tipo europeo a costole.

I primi caricatori per AK bulgari sono in acciaio del tipo “primo tipo europeo a costole” e sono contrassegnati con un “10” o una “E” in un doppio cerchio sul dorso.
L’utilizzo della “E” nel doppio cerchio potrebbe essere avvenuto nel 1964, quando l’Arsenale-10 venne temporaneamente ribattezzato con il nome di Impianto Industriale Unito “Friederich Engels”, ma più probabilmente la lettera rappresenterebbe una fabbrica diversa.
Tutti caricatori sembrano avere una finitura mediante brunitura. Gli elevatori hanno un foro frontale, e il pilota è simile alla prima serie russa, ma meno arrotondato.

Le successive versioni in acciaio sono del “secondo tipo europeo a costole”. Queste si trovano sia con il follower come il modello precedente, sia con un nuovo follower con un pilota allungato, ma senza buco. Sono marcate con la “E” nel doppio cerchio sul dorso.
La finitura è eseguita mediante fosfatazione.

Arsenale 10 - Caricatore AKK terzo modello
Caricatore per AK bulgaro, particolare del terzo modello. Si nota la costola che termina con un angolo di 45°

Il terzo modello di caricatore per AKK bulgaro, genericamente indicato come «Late Bulgarian Steel Mags», è un tipo unico facilmente riconoscibile.
L’ultima costola è rivolta verso l’interno sul lato superiore del caricatore e si espande all’indietro con un angolo di 45° rispetto alla piastra di rinforzo del labbro di alimentazione.
Le finiture dei caricatori delle terza serie hanno inizialmente una finitura fosfatata ma,  successivamente, e in maggioranza, hanno una finitura in smalto nero.
La maggior parte non presenta marcature, ma alcuni riportano la “E” in doppio cerchio o “25” sempre in un doppio cerchio, stampato sul retro della colonna vertebrale. Il “25” in doppio cerchio rappresenta Optico Electron Inc., un noto produttore bulgaro di caricatori AK-74 polimerici.

Negli anni 2000 è stata prodotta una serie di caricatori sperimentali in polimero da 30 colpi. Sono marchiati con il “10” inscritto nel doppio cerchio, marchio di fabbrica della Arsenal, sul lato sinistro.

Questi caricatori in polimero sono rinforzati con dei sottili fogli di acciaio incorporati nel corpo del polimero. Inizialmente hanno sofferto di rotture alle labbra, sia per la tecnologia di realizzazione sia per la tipologia di polimero utilizzato. Negli anni successivi, grandi quantità di questi caricatori sono stati esportati per il mercato civile americano e per la fornitura all’esercito Iracheno.

Alcuni codici di produttori bulgari

10 Factory 10 – Kazanlak
11 VMZ – Sopot
12 Sredetz – Sofia
14 ???
21 and 27 NITI Kazanlak – È l’ex ramo di ricerca e sviluppo dell’Arsenal. Dopo la privatizzazione dell’Arsenal, l’ NITI è rimasta una società statale.
22 ELOVITZA – Gabrovo
25 Optiko Elektron – Panagiurishte
33 and 20 ARCUS – Lyaskovetz
46 DUNARIT – Ruse
58 ???
61 MECHANICS & ASSEMBLY – Sevlievo (in liquidazione)
233 TEREM – Kostenetz

Specifiche tecniche

NomeAKK/AKKS
Lunghezza arma885 mm / 630 mm
Lunghezza canna415 mm
Peso3.40 kg
Munizione7.62 × 39mm
Calibro7.62 mm / .311
FunzionamentoSottrazione di gas. Pistone a gas a corsa lunga. Otturatore rotante.
Cadenza di fuoco650 colpi/min - 40 colpi/min
Sistema di miraMire metalliche 100–800 m
Rigatura4 righe destrorse
Range Effettivo350 m
Velocità alla Bocca715 m/s
ProduttoreArsenale Bulgaro 10 - Arsenal

Funzionamento

Per il funzionamento dell’AK vi lasciamo all’articolo specifico: Funzionamento di un AK.

Gallery

Cicca sulle foto per poter leggere le didascalie.

 

 

© 2018, Michele Schiavo. Tutti i diritti riservati.
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