Comunicato UNARMI del 2021-06-15

I drammatici fatti di Ardea, come tristemente prevedibile, hanno fornito lo spunto per il ritorno alla ribalta dei soliti professionisti del disarmismo col pieno supporto del più infimo “giornalismo” nazionale. E così anche un terribile caso di follia messa in atto con un’arma illegale da uno squilibrato già noto a tutta la sua comunità e che aveva dato in precedenza numerosi e gravissimi segni di instabilità diventa lo spunto per la riproposizione di iniziative legislative meramente ideologiche e vessatorie.

E’ infatti del tutto evidente che si tratti della ennesima tragedia del tutto evitabile mediante le ordinarie accortezze e procedure previste dall’ordinamento, soprattutto in considerazione dei numerosi elementi che avrebbero potuto anche singolarmente allertare sulla situazione di forte rischio, a cominciare dal fatto che sembrerebbe che l’assassino avesse già usato l’arma, detenuta illegalmente, per minacciare ed intimorire (perfino sparando in aria!!!) senza che le procedure previste venissero attivate, soprattutto alla luce della possibilità che si trattasse dell’arma detenuta in passato dal padre e di cui si erano perse le tracce. A tal proposito un punto va inoltre ribadito: l’arma utilizzata era incontestabilmente ed a tutti gli effetti detenuta illegalmente in quanto il detentore l’ha acquisita senza autorizzazione e la deteneva senza averla denunciata. E’ quindi senza dubbio falso affermare o lasciar intendere che l’arma fosse detenuta legalmente solo in quanto “ereditata” da chi legalmente la deteneva in precedenza.

Il tentativo di scaricare la responsabilità sulla categoria dei detentori legali di armi lamentando normative inefficaci risulta, ancora, deplorevole e strumentale alla promozione di interventi legislativi con finalità vessatorie nei confronti dei detentori stessi. Analogamente, ribadiamo, il tentativo di rappresentare come mera formalità le procedure per l’ottenimento delle licenze di porto d’armi se non addirittura come elusive di altri ipotetici divieti non solo manifesta l’ignoranza, la faziosità e la malafede di chi porta avanti certe posizioni, ma non si può che definire come una manovra volta ad influenzare l’opinione pubblica per spingerla ad appoggiare o tollerare proposte repressive sulla base di informazioni fuorvianti quando non completamente false. Dobbiamo perciò tristemente constatare che non abbiamo tanto un problema di armi quanto piuttosto di pessimo giornalismo.

UNARMI respinge con fermezza e vigore ogni accusa al sistema normativo ed alla pretesa minaccia sociale costituita dai cittadini detentori di armi e si impegnerà, come sempre, a contrastare qualsiasi proposta di carattere ideologico e vessatorio dovesse essere messa in atto strumentalizzando coloro che sono rimasti vittima non di altro che della mancata applicazione della normativa vigente.

Roma, lungotevere Flaminio 22
c.f. 97854290588
www.unarmi.it

11 risposte a “Comunicato UNARMI del 2021-06-15”

  1. Sottoscrivo completamente l’articolo! Purtroppo, finché avremo dei malavitosi ( mafia, camorra, ndrangheta e sacra corona unita) a rivestire le più alte cariche dello stato, della magistratura e delle forze armate, saremo sempre oggetto, per loro cautela, a qualunque vessazione.

  2. Assolutamente d’accordo con quanto esposto nell’articolo. Credo ci sia poco da aggiungere, se non che vista la situazione relazionale della vedova col figlio, questa non sia corsa a denunciare la presenza nell’abitazione dell’arma del marito. Forse si dovrebbe provvedere ad un automatismo burocratico di verifica delle armi detenute da una persona, in caso di morte.

  3. Sono d’accordo con l’articolo, vorrei aggiungere che tutti dovremmo essere armati e girare armati in quanto sarebbe necessario difendere chi in quei momenti ne ha bisogno, ma purtroppo siamo in Italia dove si deve come in questo caso trovare e condannare chi colpe non ne a….

  4. Eccellente ed esaustivo articolo:
    complimenti.
    Gianfranco Lenti.

    Ps. ho cercato di iscrivermi ma il msg è partito prima che premessi l’invio:
    per favore verificate la mia iscrizione e, se è il caso, provvedete voi all’inserimento.
    Grazie,

  5. Di questo passo perderemo qualsiasi diritto e qualsiasi libertà. Dispiace essere consapevoli che accadrà per pura malafede ed arroganza di chi prende decisioni in maniera arbitraria e sorrette dalla sola demagogia. E non mi riferisco unicamente al sacrosanto diritto di detenere armi legalmente…

  6. a mio modesto parere continuare a voler criminalizzare chi legalmente possiede armi è da ignorantix non dire altro in quanto chi vuole uccidere lo può fare con un coltello da cucina, con una forbice, con un martello, con un cacciavite, con un pezzo di legno e chi ne ha più ne metta. la nostra legislazione prevede che si possano detenere 3 armi corte
    ciò xchè la 4 o la 5 servirebbero ad uccidere – mi spiace ma non ci arrivo – i nostri legislatori impediscono alle industrie di armi di vendere liberamente ai cittadini italiani mentre consentono le forniture di armi comprese incrociatori, carri armati, aerei ecc a paese terzi
    capisco di essere sciemo anche se sono laureato in giurisprudenza
    se mi è permesso vorrei proporre una legge di iniziativa popolare per liberalizzare la detenzione di armi

  7. Mi permetto di fare “l’avvocato del diavolo”.Penso che “qualcosina” possa esser fatto e senza grandi traumi.Per esempio la famosa visita presso il medico legale…forse non dappertutto , ma spesso è , purtroppo, una mera formalità che consiste nel pagare il bollettino e stop.Se un medico approfondisse e capisse di trovarsi davanti un “grullerello”, dovrebbe NEGARE il P.A.!!!!!E questo porta tante volte a vedere presso il poligono troppo “sceriffi esaltati”, a cui mai e poi mai dovrebbe essere permesso di possedere un’arma….E questo porta troppo spesso a far di tutta l’erba un fascio, come se avere una pistola sia uguale ad essere il protagonista di “Un Giorno Di Ordinaria Follia”…no, io amo le armi e non ci sto ad essere paragonato a qualche bischero che non si rende conto di cosa sia e comporti essere possessore di armi.Anche se il caso di Ardea non ha niente a che vedere con il putiferio scatenato da certa parte politica…scusate lo sfogo

  8. Questo articolo andrebbe letto sulle reti nazionali e pubblicato sui quotidiani buonisti. Fra noi appassionati di armi è quasi superfluo….

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