Armi Militari

Mauser 1943 Spagnolo “La Coruña” Calibro 8 × 57 JS

Una piccola introduzione storica

Fino al termine della terribile e sanguinosa Guerra Civile, conclusasi nell’aprile del 1939, le Forze Armate Spagnole (sia Repubblicane che Nazionaliste) si ritrovarono ad usare una quantità enorme e variegata di armi lunghe. Il Fucile d’Ordinanza delle forze armate era il Mauser Modello 1916 calibro 7 × 57 mm, versione più corta del precedente Mauser 1893, ma con qualche modifica. Oltre ad esso, numerose furono le armi che vennero utilizzate nel conflitto, come le carabine 1895 (anch’esse derivate dal 1893) ma anche Mauser VZ-24, Mosin Nagant e persino vecchi Vetterli Italiani. Dobbiamo inoltre ricordare che, durante la guerra, le forze Nazionaliste del “Caudillo” Francisco Franco ricevettero numerosi aiuti bellici dall’allora Italia Fascista e dalla Germania Hitleriana che inviò in Spagna un corposo numero di Mauser 1898 e carabine K98k in calibro 8 × 57 JS.
L’arrivo di queste nuove armi in un calibro totalmente nuovo per i militari spagnoli, spinse a progettare (e successivamente ad adottare) una nuova carabina d’ordinanza che ricalcasse e imitasse al meglio le eccellenti prestazioni della meccanica 1898. Così, terminata la guerra con la vittoria delle forze nazionaliste, l’Arsenale Militare di La Coruña iniziò a produrre quello che, a mio parere, è uno dei fucili Mauser più affascinanti e, al tempo stesso, più sottovalutati in circolazione.

Il Mauser Spagnolo M1943 visto dal lato destro. Si noti la manetta dell’otturatore dritta derivata dal VZ-24.
Il lato sinistro dell’arma. Si noti l’attacco laterale della cinghia sulla pala del calcio sinistra e l’azione Mauser 98.

Come si presenta l’arma

Il “Mosqueton Modelo 1943” (denominazione militare spagnola) si presenta come un classico Mauser “Large Ring” costruito sulla meccanica del Modello 1898.
Come ben noto a tutti i collezionisti e tiratori, quella del Mauser 98 è una delle azioni più fluide e robuste che sia mai stata concepita e questo fucile non è un’eccezione. Non serve di certo un’analisi dettagliata per rendersi conto che l’influenza del Kar98k è evidente: Le dimensioni sono pressoché identiche (con una lunghezza totale di 1 metro e 10 cm) così come il peso che è identico alla carabina tedesca. Tuttavia, saltano all’occhio alcune analogie estetiche che ci rimandano al VZ-24; tra le quali, la manetta di armamento dritta e le scanalature nella calciatura per una migliore presa dell’arma. L’astina superiore si estende dal ring di culatta fino alla fascetta superiore, mentre l’impugnatura è a pistola. Il legni sono in faggio o, come nel nostro caso, in noce finiti ad olio, mentre le parti metalliche sono brunite. Nella calciatura troviamo un’ulteriore vite di rinforzo posizionata inferiormente alla camera di cartuccia che irrobustisce ulteriormente l’arma. La fascetta mediana ha ben due attacchi per la cinghia, uno nella parte inferiore e l’altro a sinistra, di controparte, l’attacco posteriore si trova al disotto del calcio. È curioso osservare la presenza di un quarto attacco per la cinghia nella pala del calcio sinistra. Questa configurazione è presente nei modelli destinati alla fanteria dell’esercito ed alla Guardia Civil che, probabilmente, necessitava di agganciare la cinghia in diverse posizioni. Il bocchino anteriore presenta il classico attacco per la baionetta a forma di “H” ed ospita la bacchetta di pulizia, purtroppo, non presente in questo esemplare. Per ovviare ai problemi di standardizzazione degli armamenti, il Mauser 1943 può montare un’apposita prolunga in grado di ospitare le baionette di vecchio tipo dei precedenti modelli 1893 e 1916. La baionetta standard in dotazione al fucile era invece la M1941 prodotta nell’Arsenale di Toledo. Vi era anche un’altra baionetta progettata per quest’arma che era la M.84/98 prodotta sia in Germania che in Spagna.
Analizzando gli organi di mira, notiamo la presenza del classico mirino a “Pinna” con sezione triangolare (ancora una volta, classico della meccanica 98) e l’alzo tipo a “ritto” con cursore. Quest’ultimo, è tarato per una distanza minima di 100 metri fino ad un massimo di 2000 metri. L’otturatore è in acciaio e rifinito in bianco, mutuato fedelmente dal VZ-24. Esso si presenta con il classico design del Mauser 98 e con una manetta d’armamento dritta. Le restanti parti, come il lungo estrattore, il corpo centrale e la sicura a bandiera sono identiche al VZ e al K98k.
Alcune fonti del Web, compresi alcuni autori, hanno affermato l’esistenza di alcuni M1943 con manetta d’armamento piegata. In particolare, gli esemplari aventi matricola inferiore a 6.000 risulterebbero avere questa caratteristica.  Secondo molti, questi modelli furono costruiti per il mercato estero ma non è escluso che essi siano stati prodotti specificatamente per la Legione Straniera Spagnola. Purtroppo l’assenza di eventuali punzoni sui suddetti esemplari rende difficile affermare ciò (ammesso che si riesca a trovarne uno).
Parlando delle matricole, esse sono punzonate sul lato sinistro del castello e sono precedute da un prefisso che comprende una lettera dell’alfabeto e un numero. Quest’ultimo indica il numero specifico della serie a cui appartiene l’arma. Fino ad oggi sono stati osservati prefissi comprendenti le lettere A,C,D,G,H,M,Q,U, e Y. Il numero più basso finora riportato è “A-7008”, dove la lettera “A” indicherebbe il 1944 quale anno di produzione. Inoltre, gli esemplari prodotti per la Guardia Civil erano dotati del punzone caratteristico di questo corpo di polizia (il fascio romano incrociato ad una spada) insieme al prefisso “W” prima del numero seriale. Gli altri punzoni visibili sul castello dell’arma sono quelli del calibro e i banchi di prova con l’anno di bancatura. Se qualche lettore intraprendente volesse approfondire l’esatta data di produzione dell’esemplare in proprio possesso, consiglio vivamente la lettura del libro “Mauser Military Rifles of the World” di Robert Ball, all’interno del quale è presente una dettagliata appendice sulle date di produzione di tutti i Mauser Spagnoli (Modello 1943 compreso). Inutile aggiungere che il libro di Ball è forse l’opera più completa in assoluto sul mondo dei fucili Mauser, assolutamente indispensabile per gli appassionati del genere.
Concludendo, il Mauser 1943 rimane tuttora uno dei pezzi Ex-Ordinanza più sottovalutato (e a volte disprezzato) senza un apparente motivo logico. Oltre ad essere un’arma robustissima e fluida, esso può portare ottimi risultati al poligono con le giuste munizioni ricaricate. Altro punto a suo favore, a differenza di molti suoi “fratelli” della stessa generazione, questo Mauser ha visto un uso limitato esclusivamente all’interno del territorio Iberico, dato che la Spagna si dichiarò ufficialmente neutrale allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale. Per questo motivo molti esemplari sono in condizioni eccellenti e completamente monomatricola, provenienti direttamente dagli arsenali Spagnoli. Ma la storia non finisce qui perché agli inizi degli anni ’60 molti di essi vennero modificati e convertiti negli FR-8. Ma questo è argomento di un altro ricco e interessante articolo.

Specifiche tecniche

Lunghezza arma 1110 mm
Lunghezza canna 600 mm
Peso 3.70 Kg scarico
Munizione 7.92 × 57 mm Mauser ( 8 × 57 JS)
Calibro 7.92 mm
Funzionamento otturatore girevole-scorrevole
Frequenza di sparo
Sistema di alimentazione serbatoio interno da 5 colpi
Sistema di mira mire metalliche
Rigatura 4 righe, destrorse. passo 1 in 9.45″

Gallery

L’azione vista dall’alto. Si noti la manetta d’armamento dritta e la matricola.
L’azione con l’otturatore in apertura tramite il fondello che funge da “Hold Open”.
Lato sinistro: si nota la sicura a “bandiera” e la leva per la rimozione dell’otturatore.
Il bellissimo Crest sul ring di culatta ci suggerisce l’arsenale e l’anno di produzione: “Fabrica de Armas – La Coruña” – 1954 (la produzione e terminata intorno al 1959).
L’alzo regolabile dai 100 fino ai 2000 metri.
L’alzo visto lateralmente.
Passando alle fascette, notiamo i due attacchi superiori per la cinghia.
Prospettiva arretrata.
Nel calcio: l’attacco posteriore e quello laterale sulla pala sinistra del calcio stesso.
Il calciolo in acciaio è fissato tramite due grosse viti. Si noti di profilo l’attacco laterale che sporge.
Ritornando nella parte superiore dell’arma, notiamo la parte finale della canna scoperta ( come nel VZ-24) il mirino e l’attacco per la baionetta.
Particolare del bocchino anteriore con l’attacco per la baionetta.
Il mirino a “pinna” visto di profilo.
Particolare del mirino.
Particolare del mirino visto dall’alto.
Altri punzoni li troviamo sull’elevatore del serbatoio.
Sul lato sinistro del ring di culatta troviamo i punzoni del Banco di Prova di Monaco e l’anno di bancatura (Novembre 1974) insieme al calibro scritto con penna elettrica.
La faccia dell’otturatore vista in apertura. Si noti l’unghia estrattrice e l’elevatore che mantiene in apertura l’otturatore.
Notare l’adattatore per l’attacco delle baionette dei precedenti Mauser Spagnoli.
L’otturatore visto dall’alto.
La testina dell’otturatore. Si notino i due fori di sfiato per i gas.
La parte posteriore con la sicura a bandiera e il tappo del percussore.

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