Comunicato UNARMI del 2020-09-01

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L’Unione Europea si appresta a discutere l’ennesimo attacco all’uso di munzioni contenenti piombo. UNARMI (già CD-477) contesta totalmente questo progetto e nei giorni scorsi ha sollecitato il Governo italiano affinché si esprima con decisione contro tale proibizione, che parte da premesse che appaiono in molti casi dubbie, quando non del tutto infondate e capziose, ed in particolare:

1 – le asserzioni dell’ECHA circa i danni alla salute animale ed umana sono menzionati in modo del tutto generico ed impreciso. In molti casi si tratta di danni derivanti da condotte del tutto ipotetiche o marginali, peraltro evitabili con una semplicissima attività di informazione degli eventuali interessati, e sempre che questi appassionati non siano già più che informati circa le corrette procedure da seguire;

2 – il concetto di “zona umida” è in questo caso del tutto generico e variabile in base a condizioni metereologiche ed ambientali anche improvvise e che in pochi minuti possono rendere “zona umida” quella che solo pochi minuti prima era una zona asciutta;

3 – ulteriormente assurdo è il fatto che verrebbe punita anche la sola detenzione di cartucce con piombo per tutti coloro che dovessero trovarsi a meno di 100 metri da “zone umide”, in pratica ci si potrebbe trovare denunciati per possesso di cartucce con piombo a meno di 100 metri da una “zona umida” magari appena formatasi e che evaporerà in poche ore e di cui non si conosce ne si poteva conoscere l’esistenza;

4 – ulteriormente “discutibili” sono le affermazioni per cui le alternative alle cartucce in piombo sarebbero attuali, economicamente sostenibili e tecnicamente pratiche;

5 – di fatto questa proposta è perfettamente in linea con la politica della UE che, direttamente o indirettamente, attraverso norme assurde e liberticide, continua a perseguire l’obiettivo di disarmare i cittadini onesti che legittimamente detengono armi, in questo caso partendo dai cacciatori e strumentalizzando questioni solo apparentemente ammantate di scientificità e razionalità.

Come cittadini europei siamo (nuovamente) scandalizzati dal pressapochismo, dalla mancanza di proporzionalità e dalla mancanza di rispetto che le istituzioni UE dimostrano verso i propri cittadini legittimamente armati e quindi particolarmente controllati; d’altro canto il progetto della UE per il disarmo progressivo dei cittadini onesti non è certo una novità e questo non è che l’ennesimo tentativo al quale ci contrapponiamo.

Dobbiamo osservare inoltre che in un momento come l’attuale, in cui l’economia del continente è così fortemente provata dalla pandemia di Covid-19 e dalle rigorose misure adottate per contenere il contagio, vi siano organi della UE che con motivazioni sospette e di assoluta inconsistenza non si facciano scrupoli di cancellare di fatto l’attività venatoria dall’intero continente con tutti i danni economici, ecologici ed occupazionali che ciò comporta.

Invitiamo il Governo italiano a farsi latore della più chiara e netta contrarietà alle proposte di sostanziale proibizione delle munizioni contenenti piombo, che sono illiberali ed esiziali per l’intero comparto venatorio europeo e che domani, 3 settembre, verranno reiteratamente discusse in sede UE.

UNARMI invita come sempre gli appassionati ed i cittadini onesti che legittimamente detengono armi ad essere sempre vigili nella tutela dei nostri diritti, perché se non siamo noi stessi a difendere le nostre libertà non saranno certo altri a difenderle per noi.

 

 

Roma, lungotevere Flaminio 22
c.f. 97854290588
www.unarmi.it

Comunicato AUDA del 2020-06-25

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Ieri abbiamo avuto conferma che un gruppo di soci AUDA che hanno fatto ricorso per il dissequestro della carabina Zastava M 76 hanno visto riconosciuto il loro diritto di rientrare in possesso della carabina sequestrata.

A breve verranno richieste altre restituzioni, sempre per i soci, ma anche chi non è socio potrà aderire all’iniziativa per vedersi restituito il bene oggetto di sequestro.

Finalmente pare che questa brutta vicenda si stia avviando a conclusione premiando purtroppo alcune persone che probabilmente erano all’origine del danno creato.

Rimane in ogni caso il piacere del corretto comportamento a cui sta giungendo la Magistratura.

Divieto sulle munizioni al piombo. In Commissione Europea si prepara la strada per il divieto

Bandiera UE FiloSpinato

L’ECHA, l’agenzia per la regolamentazione delle sostanze chimiche sta continuando il proprio studio sull’impatto ambientale delle munizioni in piombo.
Una web-conference è programmata per domani giovedì 10 ottobre 2019, ci si può registrare a questo indirizzo: https://echa.europa.eu/-/call-for-evidence-on-a-possible-restriction-on-the-placing-on-the-market-and-use-of-lead-in-ammunition-shot-and-bullets-and-fishing-tackle.
La preoccupazione maggiore deriva dal titolo: “As a follow-up to the proposed restriction on the use of lead in shot in wetlands, ECHA has been requested by the commission to prepare a restriction proposal on the placing on the market and use of lead in ammunition (shot and bullets) and fishing tackle.
Tradotto: “A seguito della proposta di restrizione dell’uso del piombo nelle zone umide, la Commissione ha chiesto all’ECHA di elaborare una proposta di restrizione relativa all’immissione sul mercato e all’uso del piombo nelle munizioni (cartucce e proiettili) e il materiale da pesca.”.
Quindi partendo da mossa politica eco sostenibile si arriva divieto completo delle munizioni contenenti piombo, nonché dei piombini da pesca.
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Le classificazioni B4 sportive

Banco di Prova GVT

Purtroppo negli anni passati, quando il Banco Nazionale di Prova era diretto dall’ing. Antonio Girlando, molte armi erano soggette a cambi repentini di classificazione.
Controllando nelle schede infatti non è raro trovare una nota con scritto “Eventuali note: CATEGORIA MODIFICATA DA B7 IN B4 IN DATA 14/09/2016”.
Purtroppo, poi con il Decreto Legge 18 febbraio 2015, n. 7 (decretaccio) ed il Decreto Legislativo 29 settembre 2013, n. 121, le armi B7 (ora B9) sia per il divieto di utilizzo venatorio, sia per la limitazione sul numero di colpi, sono state richieste, da vari importatori sia professionali sia improvvisati, come armi con qualifica sportiva.
Richiesta legittima da un punto di vista prettamente legale, ma a mio avviso miope, perché anziché impegnarsi per far rettificare la categoria si è preferito semplicemente richiederla sportiva. Leggi tutto “Le classificazioni B4 sportive”

Il Simonov SKS Cinese finalmente classificato con la baionetta come arma venatoria

SKS Cinesi - Particolare della baionette

Dall’introduzione del sistema di classificazione delle armi da sparo, avvenuto dopo l’abrogazione del Catalogo Nazionale delle Armi, la carabina Simonov SKS è stata quella che nel passato maggiormente ha sofferto gli umori dell’ex direttore.
Inizialmente classificata come arma B4 (quindi venatoria) è stata poi rettificata in arma B7, per poi avere la cigliegina sulla torta con la nota “ARMA PRIVA DI BAIONETTA”. Leggi tutto “Il Simonov SKS Cinese finalmente classificato con la baionetta come arma venatoria”

Le armi nelle case degli italiani: il rischio percepito è davvero quello reale?

Paolo De Nardis  e  Roberta Iannone

Nell’ultimo secolo il rapporto tra il gli italiani e le armi detenute nelle proprie abitazioni si è radicalmente modificato: dall’essere considerate, e indistintamente accettate, quali comuni strumenti di utilità (per la caccia, ad esempio) e di svago (nelle attività ricreative e sportive) si sono progressivamente trasformate in strumenti di cui dover avere paura e dai quali tenersi alla larga in quanto pericolose, fino a giungere ad essere considerate, nell’immaginario collettivo odierno, essenzialmente strumenti di morte.
Verosimilmente, a causa dell’assenza di accurate ricerche statistiche sugli omicidi compiuti con armi in Italia, ci si è trovati di fronte al proliferare di letture della realtà fondate sul pregiudizio che le armi legalmente detenute nelle case della gente fossero la causa primaria degli omicidi commessi con armi. Leggi tutto “Le armi nelle case degli italiani: il rischio percepito è davvero quello reale?”

Le armi demilitarizzate ed i 5 colpi, La Cassazione sul caso delle Zastava M-76

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É notizia di oggi che l’avvocato Antonio Bana, presidente di Asso Armieri, ha vinto il ricorso presentato alla Cassazione contro la Prefettura di Brescia che voleva annullare l’atto di restituzione proclamato dal Tribunale del Riesame di Brescia per le 10 carabine Zastava M-76, demilitarizzate dalla Nuova Jager, che l’estate scorsa erano state restituite ai legittimi proprietari.
Non vogliamo soffermarci sul discorso delle M-76, della cui notizia ha già parlato la testata Armi e Tiro nell’articolo intitolato “Le 10 Zastava tornano a casa (definitivamente)”, ma solo prendere in considerazione un breve passaggio. Leggi tutto “Le armi demilitarizzate ed i 5 colpi, La Cassazione sul caso delle Zastava M-76”