BUL M5 1911 A1 9×21

 

 

 

Cenni sull’ azienda

Quando la BUL Transmark ltd venne fondata a Tel Aviv (Israele) nel 1990 producevano cloni di CZ75 e 1911, a partire dal 1992 si specializzano sui systems Colt, introducendo sul mercato nel 1994 il loro modello di maggior successo, la prima M5.  Circa il 95% della loro produzione viene attualmente commercializzata al di fuori d’ Israele, da qualche anno una nuova divisione dell’ azienda  si occupa di altre attività inerenti al mondo delle armi,come la costruzione di poligoni indoor,organizzazione import-export di materiale d’ armamento e corsi di tiro difensivo e seminari. Fin dagli esordi la M5 riscuote successo nel mondo delle competizioni di tiro, in IDPA e IPSC soprattutto e viene utilizzata da diverse forze di polizia e corpi militari soprattutto in sud America e Asia. Vengono proposte molte varianti di quest’ arma, dalla Government, alla Commander, fino alla Carry denominata UltraX, sono camerate in vari calibri per accontentare ogni tipologia di tiratore e di utilizzo, ma la vera novità la introducono quando immettono sul mercato i modelli con fusto in polimero e  alimentazione bifilare che offre un volume di fuoco maggiore.

L’ arma della nostra prova

La BUL M5 1911 A1
La BUL M5 1911 A1

La versione monofilare in calibro 9×21 , come tutte le BUL, viene importata in Italia dalla Diamant ed è denominata M5 1911 A1.  È una full size con canna da 5″ ed utilizza la classica meccanica tipo Browning-Colt a corto rinculo, ma con canna conica, la quale si autocentra senza bisogno di barrel bushing e rampa di alimentazione solidale alla canna stessa che garantisce una maggiore fluidità di alimentazione.

I componenti principali in smontaggio di campagna, notare la canna conica ed il sottile filo metallico che blocca la recoil spring
I componenti principali in smontaggio di campagna, notare la canna conica ed il sottile filo metallico che blocca la recoil spring

Di per se la canna conica ha alcuni vantaggi sul tiro, facendo diminuire un poco il rilevamento e, in armi di basso-medio livello, permette un riallineamento di canna e carrello più preciso, una soluzione che permette di ovviare ad una accuratizzazione di bushing e canna che solo un gunsmith professionista saprebbe eseguire, con un inevitabile aumento dei costi produttivi; di contro però costringe ad utilizzare un attrezzino metallico piegato a 90 gradi, che se inserito in un apposito foro ricavato nell’ asta guidamolla permette di bloccare a pacchetto la molla di recupero per poter smontare l’ arma, una tecnica che, personalmente, trovo molto scomoda e per nulla pratica.  Il trattamento superficiale è sicuramente la nota più dolente, già dopo un paio di migliaia di colpi si notano i primi segni d’ usura sulle parti  di contatto e scorrimento, soprattutto in prossimità della sicura e dell’hold open, probabilmente una scelta obbligata, quella di utilizzare una finitura “leggera”, necessaria, anche in questo caso, a contenere i costi di produzione.

L'arma vista dal lato destro
L’arma vista dal lato destro

A parte queste considerazioni però, seppur sia un assoluto entry level nel mercato delle 1911 camerate in 9×21, presenta buoni accoppiamenti  e componentistica di buon livello, come la canna, il grilletto e la sicura dorsale beavertail tipo Wilson.  Di serie un set di mire low profile fisse senza alcun riferimento ne’ su tacca ne’ su mirino infierite nel fusto tramite coda di rondine con quote Kimber, molto comode e di rapida acquisizione nel tiro difensivo, naturalmente in uso diurno; nel mirato sono un buon compromesso, ma per questa specialità esistono organi di mira più indicati se quello che si cerca è principalmente la mouche. Davvero sopra le aspettative lo scatto di serie, brevissimo e netto, in continua evoluzione, che dopo un migliaio di colpi raggiunge quella fluidità che da nuovo non poteva avere per ovvi motivi economici, ma che è una conferma riguardo alla buona qualità generale dell’ arma, a cui manca solo un buon rodaggio ed alcuni semplici accorgimenti per essere migliorata.

I 2 caricatori da 9 rounds di serie e quelli da 10 comprati successivamente, tutti Mecgar
I 2 caricatori da 9 rounds di serie e quelli da 10 comprati successivamente, tutti Mecgar

Viene consegnata al cliente in un’ anonima valigetta nera di plastica imbottita con due coppie di guancette, una in Micarta della Klonimus, con una texture del tutto simile alle Operator della VZ Grips ed una in Checkered Walnut wood, doppio caricatore Mecgar da 9 colpi e scovolino per la pulizia; una dotazione di tutto rispetto, considerando anche il prezzo al pubblico che ruota attorno agli € 800.

Guancette in micarta simili alle Operator di VZ Grips
Guancette in micarta simili alle Operator di VZ Grips

 

Guancette Checkered Walnut wood
Guancette Checkered Walnut wood

 

Prova a fuoco

Allo sparo l’ arma risulta composta e molto gestibile,forse un espulsione un po fiacca dei bossoli esplosi che non cadono a più di un metro dal tiratore, indubbiamente la reazione “debole” del calibro 9 che aziona la meccanica di una classica 1911 può incidere su questo, in ogni caso il ciclo di riarmo non ne soffre; in sole 3 occasioni si sono riscontrati inceppamenti double feed, nei circa 2.500 colpi sparati fino ad ora, ma sempre in situazioni di sparo celere con almeno due cambi caricatore nella medesima sessione, posso ritenere che anche una, seppur minima, indecisione d’ impugnatura potrebbe aver influito a provocarli visto la bassissima percentuale di malfunzionamenti riscontrati. Si sono sempre utilizzati colpi ricaricati, anche con cariche ai limiti di tabella e la gestione dell’ arma è sempre stata estremamente gestibile, si riscontra una tendenza al riallineamento davvero eccellente, riuscendo a scaricare due caricatori da 10 rounds in pochissimi secondi raccogliendo la rosata entro l’ 8 del bersaglio di pistola standard a 12 mt, seppur il tiratore non sia certo Tex Willer.   Ho riscontrato per quest’ arma una predilezione a stringere le rosate con palle blindate o camiciate con nucleo duro da .355, oppure con palle in piombo, di buona qualità, da .356, le prossime al test saranno delle camiciate da .356, ma al momento non ho ancora dati affidabili.  A mio modesto parere, il binomio ergonomia-scatto che offre questa piattaforma è sempre eccellente, permettendo un controllo ottimale dell’ arma anche in questo caso, in cui una 1911 camerata nell’ improbabile, ma ormai largamente sdoganato, 9×21, risulta  estremamente divertente e performante.

Lieve personalizzazione

Dopo circa 1.500 colpi ho deciso di eseguire alcune modifiche più o meno importanti ai fini pratici, ma nella passione (più o meno) tutto è concesso no ?!?

Ho voluto fin da subito trovare un alternativa alle guancette di serie, non perché fossero poco performanti, ma perché gradivo un altro impatto visivo, mi sono quindi rivolto ad Ergo Grips, utilizzando le loro XTR square bottom hard rubber FDE, che offrono un buon grip, fissate al fusto tramite semplici viti Allen blued della VZ Grip.

Main spring housing con minigonna Ed Brown, guancette Ergo XTR FDE e viti VZ grips.
Main spring housing con minigonna Ed Brown, guancette Ergo XTR FDE e viti VZ grips.

Ho sostituito la molla di recupero di serie da 16 lb con una da 13 lb, aver addolcito il ciclo ha giovato sia al comfort che alla prestazione sul bersaglio, rendendo più equilibrato il tutto e questo lo si riscontra principalmente nel ritmo serrato di riallineamento che si riesce a mantenere. Ho montato un main spring housing drop-in della Ed Brown con minigonna, rifinito con texture snake skin blued, trovo che renda più accattivante il profilo ed accresca il grip, quello originale non era il massimo sotto questo punto di vista ed in più sull’ arma manca del tutto il front strap, la minigonna aiuta notevolmente il cambio rapido del caricatore.

Dettaglio dell' hold open e del bottone per lo sgancio caricatore maggiorato, entrambi Ed Brown
Dettaglio dell’ hold open e del bottone per lo sgancio caricatore maggiorato, entrambi Ed Brown

Anche per l’ hold open ho optato per un Ed Brown lievemente maggiorato blued, come per il bottone di rilascio del caricatore ed infine un set di mire con 3 riferimenti al trizio  di Trijicon, ma prodotte dalla Ameriglo.  Il prossimo step sarà quello di montare una sicura ambidestra low profile,probabilmente Ed Brown anch’ essa, vista la grande qualità di questi prodotti aftermarket e la fortunata coincidenza che la finitura fosse uguale a quella dell’arma.

La coppia di caricatori,da 9 e da 10 rounds Mecgar
La coppia di caricatori,da 9 e da 10 rounds Mecgar

Sentivo la necessita di accrescere il numero dei caricatori in dotazione a questa 1911 che ultimamente utilizzo moltissimo ed ho deciso di rivolgermi ancora a Mecgar acquistando 2 caricatori da 10 rounds, arrivando quindi a 4 in totale, conto comunque di acquistarne a breve almeno un altro paio della Wilson Combat da 10 rounds, di cui ho sentito parlare molto bene.

 

 

 

Conclusioni

Trovo che la BUL M5 1911 A1 camerata in 9×21 sia un ottima entry level, con qualità che non ti aspetti e proposta ad un prezzo estremamente concorrenziale, sa regalare sensazioni e prestazioni di tutto rispetto anche con un calibro che inizialmente, sono sincero, mi lasciava perplesso su di una piattaforma che ero convinto fosse imprescindibile dal .45acp.

Dettaglio dei marchi sul fianco destro di fusto e carrello
Dettaglio dei marchi sul fianco destro di fusto e carrello

La consiglio senza remore, anzi, sono convinto sia una di quelle poche armi corte di grosso calibro che possano accontentare indifferentemente  il tiratore neofita e quello esperto grazie alle sue caratteristiche equilibrate ed il feeling immediato che riesce a far provare.

 

Un sentito ringraziamento alla BUL ltd

Fin dal primo giorno ho riscontrato una certa propensione della pistola a non rimanere in hold open dopo aver esploso l’ ultimo colpo con entrambi i caricatori di serie Mecgar da 9 rounds. Decido quindi di modificare un poco il profilo degli stessi in corrispondenza dell’ intersezione con il dente dell’ hold open, come spesso accade anche su caricatori aftermarket per 1911 in 45acp per adattarli ai diversi frame, ma purtroppo in questo caso sono già molto rastremati in quel punto e la modifica non sortisce alcun effetto. Mi guardo intorno, ma un po per il prezzo concorrenziale a cui sono proposti rispetto alla concorrenza d’ oltre oceano ed un po per la maggiore reperibilità, decido di rivolgermi nuovamente alla Mecgar acquistando altri 2 caricatori, questa volta da 10 rounds, confidando in una risoluzione definitiva.  Nulla di più sbagliato, i profili sono identici.  Qualche giorno dopo visito l’ IWA con gli amici dello staff di Armi Militari e decido di parlare di questo problema alle case coinvolte. Il responsabile della Mecgar ha utilizzato un approccio talmente sbagliato da risultare da subito indisponente, magari era di cattivo umore, ma trovo la questione assurda per un commerciante, per di più nei confronti di un cliente che chiedeva “assistenza” durante la fiera più importante d’ Europa in questo settore… percui decido di andarmene e non continuare oltre con la discussione, seppur la mia domanda, del tutto legittima, fosse stata esposta in maniera cordiale… ” Avete riscontrato qualche problema con le BUL in 9×21 a cui fornite i caricatori di serie da 9 colpi ? ”  Arrivato allo stand BUL ltd invece sono stato accolto in maniera completamente diversa, hanno ascoltato la mia problematica e dopo qualche sorriso ed una piacevole conversazione Mr. Roy Salem, marketing & sales manager di BUL, mi confida di essere a conoscenza del problema lamentato sulle ultime produzioni e che a breve si appoggeranno ad un nuovo fornitore di caricatori. Ci scambiamo i contatti e mi promette di scrivermi dopo un paio di settimane per spedirmi un nuovo hold open con unghia maggiorata fuori standard che secondo lui avrebbe risolto il problema e che in effetti funziona egregiamente.  La notte del 22 Marzo Mr. Roy mi scrive un email chiedendomi di confermare il mio indirizzo, a mezzogiorno del 24 Marzo avevo una busta spedita con DHL sulla mia scrivania con dentro un hold open ed un bigliettino di scuse arrivata direttamente da Tel Aviv.

Ecco, questo è cio che io considero essere una persona onesta e rispettosa, dei propri clienti e soprattutto dei propri prodotti, sicuramente la BUL Transmark ltd ha un ottimo customer service.

Thank you very much Mr. Roy !

 


© Copyright 2015 Gabriele Carniglia, All rights Reserved. Written For: Armi Militari

6 risposte a “BUL M5 1911 A1 9×21”

  1. Complimenti per l’aticolo molto dettagliato e con consigli precisi per l’accuratizzazione del modello in ogetto

  2. Salve, complimenti per l’articolo. Mi servirebbe dritta per trovare le guancette aftermarket che ha montato (Ergo Grips XTR square bottom hard rubber FDE). Grazie! Gianluca

    1. Le mie le acquistai direttamente dal sito della Ergo in USA, a suo tempo non ebbero alcun problema a spedirle in Italia.

  3. Salve,complimenti per l’articolo.
    Posseggo anche io una bul m5 in 9×21,volevo sapere montando la minigonna i caricatori con pad da 10 colpi entrano senza problemi?Perché io ho montato una minigonna della Wilson Combat e i caricatori non riesco ad inserirli per pochi mm per colpa dei pad.

    1. Mi sembra davvero strano…
      Sulla mia, come scritto nell’articolo, montai minigonna Ed Brown ed il funzionamento con caricatori di ogni tipo non fu mai inficiato.
      Conosco comunque molto bene anche le minigonne Wilson, e le quote interne sono le stesse di altre di pari qualità.
      Se anche tu utilizzi caricatori Mecgar, allora forse propenderei più ad incolpare loro per un eventuale “malfunzionamento”.
      Io non li ho mai potuto soffrire… se li fanno pagare, ma sono fatti in maniera molto superficiale, io ad esempio ho avuto sempre problemi a far rimanere aperta l’arma a caricatore vuoto, ho risolto solo dopo aver modificato un hold open, cosa che con i Wilson, che ho per un Infinity, non è mai capitato.

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