Fedor Vasil’evich Tokarev

Fedor Vasil’evich Tokarev
(02.06.1871-07.06.1968)

Fedor Vasil'evich Tokarev
Fedor Vasil’evich Tokarev


Nato nel 1871 a Egorlykskaya, un villaggio cosacco, Tokarev iniziò il suo apprendistato presso un fabbro locale all’età di 11 anni. A 13 anni lavorava regolarmente in officina. Dal 1885 al 1887 segue un corso di manifattura meccanica presieduto da A. E. Chernikov, progettista dell’ultimo fucile ad avancarica adottato dall’esercito zarista, il modello 1860. Essendo nato e cresciuto in un villaggio cosacco, è logico supporre che quella di entrare nell’esercito sia stata una scelta praticamente obbligata per Tokarev, vista l’economia rurale e la caratteristica vocazione militare del popolo cosacco. Nel 1892, Tokarev viene promosso dall’accademia come sottoufficiale armiere, ed inserito nei ranghi del dodicesimo reggimento cosacco del Don, ottenendo una promozione a mastro armiere e un posto come insegnante presso la scuola militare a soli 25 anni. A seguito della chiusura della scuola, Tokarev riprende gli studi, e a 29 anni rientra nei ranghi dell’esercito come mastro armaiolo, servendo nuovamente sotto il dodicesimo reggimento.

Nel 1907 la sua carriera svolta con decisione verso la progettazione di armi da fuoco, a seguito di un trasferimento presso la scuola per fucilieri di Oranienbaum, dove inizia a studiare le armi contemporanee, particolarmente il fucile d’ordinanza dell’esercito russo, il Mosin-Nagant mod. 1891. A seguito della guerra russo-giapponese, infatti, lo stato maggiore russo, decise di ristudiare il sistema d’arma mosin nagant, implementando alcuni miglioramenti. I primi progetti di Tokarev vertevano su una conversione dei mosin nagant esistenti in armi semiautomatiche. Il primo progetto risale al 1910, venne preso in considerazione dall’esercito ma scartato in quanto macchinoso, costoso e ingombrante, specie nella parte posteriore del fucile. Tokarev spese i successivi quattro anni a migliorare il suo progetto, ma con lo scoppio della prima guerra mondiale le sue ricerche si interruppero a causa dell’aumento di lavoro richiesto dallo sforzo bellico.

La rivoluzione russa non sembra portare alcun cambiamento nella posizione di assistente direttore alle ispezioni nell’arsenale di Sestroretsk; in un periodo di cambiamenti come quello della rivoluzione d’ottobre, periodo in cui la maggior parte degli ufficiali cosachi subirono purghe e fucilazioni, Tokarev continua il suo lavoro, nonostante i cambi di leadership a livello politico e militare. Nel 1919, a 48 anni, viene promosso capo ingegnere nella fabbrica d’armi di Izhevsk. Verrà trasferito due anni dopo all’arsenale di Tula, Dove svilupperà una versione alleggerita della mitragliatrice Maxim, allora in dotazione all’esercito russo; il modello prese il nome di MT (Maxim Tokarev) 1925.

La seconda metà degli anni 20 segna, per Tokarev, il decollo nella carriera di progettista di armi: il suo primo progetto originale, una pistola mitragliatrice camerata in calibro 7,62 x 38 mm Nagant, risultò fallimentare, principalmente a causa dell’assurda richiesta dello stato maggiore russo di un’arma camerata nella cartuccia d’ordinanza, studiata per revolver e non per armi automatiche. Questo insuccesso non fermò Tokarev: la pressante richiesta da parte dell’esercito per l’adozione di una pistola semiautomatica portò il progettista a sviluppare una cartuccia di ispirazione tedesca, la 7,62 x 25 mm, ad oggi conosciuta come 7,62 Tokarev, e il relativo sistema d’arma, la pistola Tula-Tokarev mod. 1930, o in breve TT-30, poi migliorata e ridefinita TT-33 nel 1935.

Tokarev spese i successivi tre anni rispolverando la sua vecchia idea di fucile semiautomatico, portando, nel 1933, alla fase di prototipo un’arma che più avanti negli anni diventerà poi il fucile semiautomatico più usato dall’esercito russo, e la preda bellica più amata dall’esercito tedesco: lo “Samozariadnaya Vintovka Tokareva”, o SVT. Inizialmente scartato dall’esercito in favore della creatura di un altro celebre armaiolo, Sergei Simonov, venne migliorato e riproposto nel 1938 a seguito delle fallimentari prove sul campo dell’AVS-36. Nei due anni successivi l’arma fu ampiamente testata ed ulteriormente migliorata, portando nel 1940 alla ridefinizione in SVT-40, e allo sviluppo di una versione automatica, l’AVT-40, piagata da diversi problemi strutturali e concettuali e che ebbe quindi limitato impiego e vita operativa.

I seguenti due anni portano ad ulteriori riconoscimenti politici per Tokarev: viene prima eletto deputato del Soviet supremo, riceve poi, l’anno successivo, una laurea in scienze tecniche e il titolo di Eroe del Lavoro Socialista, il più alto riconoscimento in Unione Sovietica.

Tokarev continua i suoi lavori durante la seconda guerra mondiale, partecipando, nel 1945, al primo bando per la sostituzione della pistola d’ordinanza dell’esercito russo, che portò all’adozione della Makarov PM e della APS Stechkin. Il fallimento del suo ultimo design originale segna la fine della carriera di progettista per Tokarev, che porterà avanti la sua carriera con una lunga serie di articoli tecnici, particolarmente di supporto all’opera di Mikhail Timofe’evic Kalashnikov, conclusasi solo con la sua morte a 97 anni, il 7 giugno 1968

La sua salma giace, come da sue volontà, nel cimitero di Tula.


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