Il Contesto Storico e l’Occupazione Tedesca
Nel maggio del 1940, la Germania nazista, nel quadro della campagna di Francia, occupò il Belgio. La città di Liegi e lo stabilimento della F.N. (Fabrique Nationale d’armes de guerre) di Herstal caddero sotto il controllo tedesco, rimanendovi fino alla liberazione nel settembre del 1944.
A differenza di altre industrie, l’apparato produttivo della F.N. non fu smantellato, ma riconvertito per sostenere lo sforzo bellico del Terzo Reich sotto la supervisione del Waffenamt (l’ufficio armamenti tedesco). Le giacenze dei contratti esteri (come quelli per l’Olanda o la Grecia), ancora giacenti nei depositi, furono immediatamente sequestrate e distribuite ai reparti della Wehrmacht. Durante questo quadriennio, la produzione si concentrò su due modelli iconici: la FN 1910/22 e la FN 1935 High Power (Hp35), quest’ultima molto apprezzata dalle Waffen-SS e dai paracadutisti.
Le Origini: Il Contratto Jugoslavo
La genesi della 1910/22 è strettamente legata alla geopolitica del primo dopoguerra. Il neonato Regno dei Serbi, Croati e Sloveni (futura Jugoslavia) si trovava con gli arsenali svuotati e la necessità di standardizzare l’armamento delle proprie milizie e della polizia.
All’inizio degli anni ’20, il governo di Belgrado si rivolse alla F.N. richiedendo una modifica alla celebre Browning M1910. Le specifiche erano chiare:
- Maggiore precisione: ottenibile tramite una canna più lunga.
- Maggiore autonomia di fuoco: un caricatore con capacità incrementata.
Il Genio di John Browning e il Passaggio alla F.N.
La base tecnica era il progetto di John Moses Browning, protetto da brevetti che la Colt aveva deciso di non sfruttare per il mercato americano, lasciando campo libero alla F.N. in Europa. Questo design introdusse la molla di recupero coassiale alla canna, uno standard che avrebbe influenzato decenni di progettazione (si pensi alla Walther PPK o alla Makarovrussa).
Invece di riprogettare l’arma da zero, i tecnici F.N. optarono per una soluzione modulare:
- Allungarono l’impugnatura (fusto) per ospitare caricatori da 8 o 9 colpi.
- Aggiunsero una “boccola” o estensione del carrello (un cappuccio anteriore) per coprire la nuova canna da 113 mm.
Nacque così il Modello 1922, inizialmente in calibro 9 corto (.380 ACP). Il successo fu immediato e l’arma venne adottata da Olanda, Grecia, Turchia, Romania, Francia e Danimarca, rimanendo in produzione fino agli anni ’80.
La Produzione sotto il Terzo Reich

Sotto l’occupazione, la 1922 divenne l’arma corta più prodotta in Belgio. La Germania la classificò ufficialmente come:
- Pistole 626(b): per il calibro 7.65 Browning (.32 ACP).
- Pistole 641(b): per il calibro 9 corto.
- Pistole 641(h): esemplari del contratto olandese (Holland) catturati o completati.
Assegnazione e Punzoni
Sebbene fosse una pistola d’ordinanza per ufficiali di ogni reparto, la 1922 è storicamente legata alla Luftwaffe. Poiché non sempre i punzoni indicavano il corpo di appartenenza, l’attribuzione all’aeronautica è spesso confermata dalle fondine originali che riportano i timbri del comando militare aereo. I rari modelli in 9 corto furono invece quasi esclusivamente destinati ai reparti terrestri dell’Heer.
L’Evoluzione delle Varianti Waffenamt
La produzione bellica è suddivisa dai collezionisti in tre sub-varianti principali, basate sui codici degli ispettori del Waffenamt:
- WaA 613 (Ispettore Kuntz): I primi esemplari, spesso ricavati da contratti pre-bellici (come quello olandese). Qualità eccellente, finiture accurate e presenza dei punzoni del Banco di Prova belga.
- WaA 103: Produzione intermedia (1941-1942). Qualità ancora elevata, guancette in bachelite nera con logo FN.
- WaA 140 (Tenente Zorn): La variante più comune e tarda (1942-1944). Con il progredire della guerra, la qualità calò drasticamente (Kriegsmodell): le guancette divennero in legno povero (zigrinato o liscio), la brunitura fu sostituita da una fosfatazione grezza e venne eliminata la sicura al caricatore per velocizzare i tempi di assemblaggio.
Tecnica e Meccanica
La FN 1910/22 utilizza un sistema a chiusura labile (blowback o chiusura a massa). In questo schema, la canna è fissa e vincolata al fusto. L’unica forza che tiene l’otturatore chiuso al momento dello sparo è data dal peso del carrello e dalla resistenza della molla di recupero.
Ciclo di Funzionamento
Al momento della percussione, la pressione dei gas spinge il proiettile in avanti e il bossolo all’indietro. Il carrello, per inerzia, arretra estraendo il bossolo tramite l’estrattore a filo. Il bossolo impatta contro l’espulsore e viene proiettato fuori dalla finestra di espulsione. Contemporaneamente, il carrello comprime la molla del percussore interno (l’arma non ha cane esterno) e, tornando in avanti, sfila una nuova cartuccia dal caricatore inserendola in camera.
Il Sistema di Sicurezza
L’arma è dotata di un triplice sistema di sicurezza:
- Sicura Dorsale: Un pedale sul retro dell’impugnatura che impedisce lo sparo se l’arma non è saldamente impugnata.
- Sicura Manuale: Una leva sul lato sinistro che blocca sia la sicura dorsale che il carrello.
- Sicura al Caricatore: Impedisce lo sparo se il caricatore è rimosso (spesso assente nei modelli tardo-bellici).
Guida allo Smontaggio da Campo (Field Stripping)
Lo smontaggio della 1922 è peculiare per la presenza dell’estensione anteriore del carrello.
- Sicurezza: Rimuovere il caricatore e verificare che la camera di scoppio sia vuota. Scattare a vuoto.
- Rimozione Tappo: Premere la levetta di blocco sotto l’estensione anteriore e ruotare il “tappo” in senso orario per sfilarlo (attenzione alla spinta della molla di recupero).
- Svincolo Carrello: Arretrare il carrello e bloccarlo in posizione aperta usando la leva della sicura nel secondo intaglio posteriore.
- Rotazione Canna: Ruotare la canna di circa 120° in senso orario (svitandola dai tenoni del fusto).
- Separazione: Sbloccare la sicura e sfilare il carrello in avanti. Prestare attenzione al piccolo percussore, alla sua molla e al guida-molla.
- Canna: Ruotare nuovamente la canna per allineare i tenoni e sfilarla dal carrello.
Il rimontaggio avviene seguendo i passi inversi, assicurandosi che i tenoni della canna si inseriscano correttamente negli incassi del fusto prima di rilasciare il carrello.
Specifiche tecniche
| Nome | 1910/22 |
|---|---|
| Lunghezza arma | Mle 1910 - 153 mm Mle 1922: 178 mm |
| Lunghezza canna | Mle 1910: 88 mm Mle 1922: 113 mm |
| Peso | Mle 1910: 590 g Mle 1922: 700 g |
| Munizione | 9 × 17 mm Browning 7,65 × 17 mm Browning |
| Calibro | 9 × 17 mm Browning 7,65 × 17 mm Browning |
| Funzionamento | Massa battente |
| Sistema di alimentazione | 1910: caricatore amovibile da 6 colpi (.380) o 7 colpi (.32) 1922: caricatore amovibile da 8 colpi (.380) o 9 colpi (.32) |
| Progettista | John Browning |
| Produttore | Fabrique Nationale de Herstal (FN) |
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Ottima e semplice ma accurata spiegazione tecno storica.
Bellissima descrizione, finalmente conosco un poco di storia della mia FN . Grazie mille