Waffen mit Schalldämpfer – Ovvero le armi silenziate in uso alle forze armate del III Reich. (parte 1 le armi corte)

Voglio premettere che questo articolo non è che un breve e generale sunto delle informazioni, spesso frammentarie e contraddittorie, che riguardano questo argomento.
E’ luogo comune che solo gli alleati abbiano fatto uso di moderatori di suono per le armi leggere, da usare spesso in operazioni di tipo commando o di spionaggio.
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Schwarzlose M.1907/12

Schwarzlose Lato Sinistro
Schwarzlose

All’inizio della prima guerra mondiale il K.u.K.H. (Kaiserlich Und Koneglich Heer) era equipaggiato con poche mitragliatrici M1893 von Dormus , poche Schawrtzlose M1907 e moltissime mitragliatrici Schwartzlose m1907/12. Era insomma molto meglio equipaggiato in questo senso del Regio Esercito , che poteva contare su pochissime mitragliatrici Perino, poche tipo Maxim e numerose ma mediocri Fiat Modello 1914. Leggi tutto “Schwarzlose M.1907/12”

Granatbüchse Modell 39

Il granatbuchse Modell 39 nasce da una modifica del fucile anticarro Panzer Busche 39 (Pz.B.39), i tedeschi si erano resi conto che i fucili anticarro PZ. B . 39 erano già obsoleti all’inizio della campagna di Francia , e per la fine del 1941 fù chiaro che la loro munizione da 7,92×94 mm ad alta velocità non era in grado di arrecare danni significativi ai corazzati nemici perforando al massimo 30 mm di corazza a 90 gradi, cosi nel 1942 i tedeschi decisero di reimpiegare parte gli oltre 39.000 PZ.B.39 prodotti convertendoli in fucili lancia granate anticarro. Leggi tutto “Granatbüchse Modell 39”

F.N. Browning Grand Puissance 35 (HP35) – Periodo bellico

F.N. - HP35 - Lato Destro

UN PO’ DI STORIA

Con i primi anni del primo dopo guerra, spinti dall’ampia ondata di innovazioni in campo armiero, l’esercito francese decise di aggiornare l’arma corta in dotazione, passando dal vecchio revolver Modèle 1892 ad una nuova semiautomatica.Fu così che nel 1921 venne indotta una gara. Furono fissate alcune caratteristiche minime : doveva poter fermare un uomo a 50 metri (per questo venne preferito il calibro 9 mm Parabellum con una canna di almeno 100 mm), una capacita di almeno 7+1 colpi, pesare meno di 850 g, alzo graduato fino a 600 metri, avere un indicatore di colpo in camera di cartuccia. Vi partecipò anche la F.N., che diede incarico a Dieudonné Joseph Saive (l’inventore del FAL) di realizzare il caricatore ed a J. M. Browning (l’ inventore della 1911) di disegnare la pistola. Nacque inizialmente il modello Grand Rendement 1922, che venne però scartato dalla gara, anche se insignito di “miglior progetto”, per alcuni difetti presenti: Il percussore era lanciato; non era presente un avvisatore di colpo in canna; per poterla rimontare, dopo lo smontaggio erano necessarie delle mani forti; non era presente un indicatore sul numero di colpi residui presenti nel caricatore. Browning brevettò comunque questo modello, ma il brevetto venne accettato solo nel 1927, tre mesi dopo la sua morte. Nel frattempo Saive nel 1923 ridisegnò il percussore, rendendolo inerziale con cane esterno; ma anche quest’arma venne respinta. Nel 1928 venne ridisegnato il metodo di smontaggio e reso molto simile alla Colt 1911 visto che erano da poco scaduti i brevetti; venne ridotto il numero di colpi a 13 unità per poter ridurre il peso. Questo modello fu brevettato da Saive come “Browning 1928” in onore al co-progettista. Venne riproposta alla Commission d’Expériences de Versailles, ma puntualmente venne scartata, come tutte le altre contro parti straniere.
Successivamente seguirono altre varianti, con modifiche nella curvatura dell’impugnatura e nella boccola di centraggio della canna, nel 1931 l’arma era praticamente com’è anche ai giorni nostri. Venne presentato, nel 1933, anche un modello in calibro 7.65 Lungo, il nuovo calibro richiesto dalla Commissione di Versailles, ma fu nuovamente scartata.
Nel 1934 la F.N. decise di proporre quest’arma sui mercati, vista la perfezione ormai raggiunta. Fu nel maggio del 1935 che l’esercito Belga acquistò un primo lotto di un migliaio di pezzi di “Grand Puissance 35”, arma con alzo a 500 metri e corredata di calciolo in legno vincolato al dorsalino.
Dopo un piccolo problema sullo zoccolo della canna, dove si verificarono delle rotture a causa delle eccessive sollecitazioni, il disegno della rampa venne modificato e fu un successo. Cina, Perù, Estonia, Lituania la vollero per le loro truppe. Durante il 1940, mentre erano in produzione commesse per gli eserciti di Finlandia e Svezia, gli stabilimenti vennero occupati dalle forze tedesche. La produzione non fu arrestata ma “convertita” per servire le linee della Wehrmacht.

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Tokarev SVT-40

SVT Con baionetta

Samozaryadnaya Vintovka Tokareva, Obrazets 1940 goda
(Самозарядная винтовка Токарева, образец 1940 года)

Un pò di storia

Verso l’inizio degli anni ’30 i progettisti dell’ esercito russo stavano cercando un nuovo fucile semiautomatico con cui rifornire l’armata rossa, vista l’inadeguatezza del Mosin-Nagant 1891. Nel 1936 furono analizzati diversi prototipi realizzati da alcuni progettisti, che nel corso dei successivi anni sarebbero diventati nomi illustri nel settore armiero, Sergei Gavrilovich Simonov e Fedor Vasilievich Tokarev.

Inizialmente la gara fu vinta da Simonov con la sua carabina AVS-36, arma il cui progetto nacque nel 1930 e prevedeva un fucile automatico a presa di gas con pistone corto, camerato per la munizione 7.62 × 54 mm.

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