Lo STEN, il Tubo Che Spara

Il nome STEN è formato dalle iniziali del maggiore Reginald V. Shepherd ed Harold Turpin , i due progettisti , e dalle iniziali della ENfield l’arsenale che realizzo l’arma.
nel 1940, nell’ora più scura dell’Inghilterra vi era la necessita di un’arma automatica leggera, compatta ed efficace da contrappone agli MP38 ed MP40 tedeschi che nelle mani dei fallschjmerjager erano diventati un simbolo del blitz krieg.
all’epoca l’armamento individuale della fanteria inglese era composto solo da fucili lee enfield , le pistole mitragliatrici consistevano solo nei vecchi lancaster MK1 costosi e complicati da produrre, così come erano costosi e complicati i Thompson acquistati negli usa…
Con l’entrata in guerra degli stati uniti la produzione di thompson fu dirottata verso le forze armate americane , era necessario trovare un’alternativa da produrre in grandi quantità in inghilterra con il minimo costo e dell’impiego di materie prime.
La Royal Small Army Factory di Enfield fu incaricata di risolvere il problema e il compito fù affidato a Sheperd e Turpin, che nella arco di alcune settimane concepirono lo STEN,
si trattava di un’arma molto semplice con il fusto fatto di un tubo di metallo e di scatolato di lamiera che poteva essere prodotta anche da officine non specializzate, il cui costo era di sole 2,3 sterline ( 2 sterline e 30 pence del 1941 equivalgono a circa 90 euro di oggi ) ad esemplare.
Lo sten MK II fu la versione di cui si avviò la produzionedi massa, la produzione fu appaltata alla BSA e agli stabilimenti della royal small arms factory di Fazakerley oltre che alla inglis canadese assieme a decine di altri suppaltatori per i pezzi complementari che spazziavano dalle piccole officine meccaniche alle ditte di bigiotteria.
nell’arco di 4 anni furono prodotti circa 4.500.000 esemplari di sten nelle varie versioni e 35.000.000 di caricatori a confronto dal 1938 al 1945 i tedeschi riuscirono a produrre “solo” 1.800.000 esemplari di MP38 e di MP40.
Lo sten era di facile maneggio e manutenzione, essenziale nel design e crudo nelle finiture ed era in grado di erogare sia fuoco automatico che semiautomatico ma per renderlo affidabile occorreva maneggiarlo correttamente ( mai inpugnare il caricatore con la mano debole) e sopratutto aver cura di scegliere bene i caricatori che tra tutti i componenti soffrivano più di tutti della vasta tolleranza delle decine di sub appaltatori.
ma il miglior complimento che si può fare alla sten è quello di essere stato efficace come armi più complesse che costavano dieci volte di più, sino ad arrivare ad essere copiato dai tedeschi con l’MP3008.
oltre che essere impiegato dalle forze inglesi e del comowealth lo sten fu largamente distribuito alle forze della resistenza europea diventandone un’icona.
ancora adesso a 70 anni di distanza circolano ancora degli sten risalenti a quelle forniture e altri continuano a servire nelle mani di eserciti e guerriglie varie.
ora diamogli un’occhiata da vicino :


sten MKII lato dx.


sten MKII lato sx.
in questo esemplare il calcio è nella versione scheletrato metallico .

alcuni dati tecnici

  • calibro : 9×19
  • funzionamento : otturatore a massa battente
  • lunghezza totale : 762 mm
  • lunghezza della canna : 197 mm
  • peso :kg 3,600
  • alimentazione : caricatore da 32 colpi
  • cadenza di tiro : circa 550 colpi al minuto

alcuni dettagli


gli sten MkII non erano bruniti ma verniciati con una vernice nera ,satinata all’origine, simile
al fondo antiruggine che si impiegava sui telai delle automobili

l’arma smontata nei componenti principali.
in senso orario :
fusto con il bocchettone del caricatore
caricatore
calcio
carter del gruppo di scatto con le viti
manetta di armamento
tappo e coppiglia della molla di recupero
canna con manicotto di raffreddamento
otturatore
molla di recupero

l’inspirazione alla “macchina ” nel senso industriale del termine è evidente.


gruppo di scatto , si notano il selettore a traversino passante per il tiro automatico / semiautomatico,
la molla del grilletto e il disconettitore


fusto lato dx, si notano la finestra di espulsione e l’alloggiamento della manetta di armamento
con lo scasso di sicura.
per mettere in sicura lo sten occorre arretrare la manetta di armamento , portarla in prossimità dello scasso spingerla verso l’alto e bloccarla nello scasso di sicurezza. cosi l’arma rimane sicura ma di immediato utilizzo , ovviando al rischio di auto armamento tipico delle armi con otturatore massa battente.


fusto lato sx .
alla estremità il bocchettone del caricatore , con in cima il pulsante di sgancio del caricatore.il bocchettone poteva essere rotato per proteggere l’arma dall’ingresso di corpi estranei in caso di non utilizzo.
ed è il motivo per cui non bisogna mai impugnare con la mano ebole il caricatore o il bocchettone del caricatore pena un sicuro inceppamento.
la mano debole va posizionata sotto il manicotto di raffreddamento con il caricatore appoggiato sul polso.


la canna con il manicotto di raffreddamento, il filetto del manicotto garantiva la tenuta della canna ed è uno dei punti eseguiti con cura negli sten per garantire il corretto head space.


l’otturatore dello sten , l’unico pezzo ricavato dal pieno oltre la manetta , la forma degli intagli oltre a definirne il peso serviva a spingere lo sporco verso il carter dell’arma dove si poteva facilmente rimuovere


la manetta di armamento , questa è la versione tornita, ce ne erano altre con un disco proteggi dita


tappo della molla di recupero


di fermo del tappo e della molla di recupero con impresso il “Broad arrow ” il marchio di propietà dell’esercito inglese.
ancora la volta la somiglianza con le produzione automobilistiche dell’epoca è impressionante.


© Copyright 2014 Andrea T., All rights Reserved. Written For: Armi Militari

2 risposte a “Lo STEN, il Tubo Che Spara”

  1. Bellissimo, ricordo che mio padre classe 1912, durante la seconda guerra mondiale era Carabiniere, e ottimo tiratore, colpi un corvo a 200 metri appoggiato su di un ramo.

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