Carabina Destroyer – 2° Tipo – Calibro 9×23 Largo

Negli ultimi anni abbiamo assistito ad una costante proliferazione delle carabine camerate nei classici calibri da arma corta (9 × 19 Parabellum e 9 × 21 mm IMI principalmente, ma anche .45 ACP e .40 Smith e Wesson), che hanno trovato fortuna e applicazione per i compiti di “Law Enforcement” nei corpi di polizia di tutto il mondo. Una delle cause dell’avvento di questo tipo di armi è senz’altro dovuta alla necessità di standardizzare i calibri e il munizionamento in dotazione, che porta non solo alla riduzione dei costi per armi e munizioni, ma anche alla risoluzione dei problemi logistici e di approvvigionamento di quest’ultime. Il processo che abbiamo appena citato ha inizio in realtà molto prima di quanto pensiamo. È il caso di questa interessantissima carabina Spagnola, derivata dalla meccanica Mauser 1893, che ha visto la luce nei primi anni del XX Secolo. Leggi tutto “Carabina Destroyer – 2° Tipo – Calibro 9×23 Largo”

Gli AR-15 Tornano Armi da Caccia!!!

A seguito del Decreto Antiterrorismo convertito in Legge 17 aprile 2015 N. 43, le armi da fuoco semiautomatiche somiglianti ad un’arma da fuoco automatica, di cui alla categoria B7, non rientrano più tra le armi idonee all’uso venatorio, con l’ulteriore conseguenza della riduzione del numero delle stesse detenibili da infinite a 3. Leggi tutto “Gli AR-15 Tornano Armi da Caccia!!!”

Revisione della Direttiva sul Controllo delle Armi – Cosa Fare Oggi

All’indomani dell’approvazione della revisione della Direttiva EU sulle armi, la 91/477/CEE come ci si deve comportare ?
Innanzitutto c’è da attendere che i vari Governi nazionali recepiscano l’adeguamento, ovvero varino modifiche legislative in materia di armi affinché le norme nazionali seguano le nuove linee comunitarie. Leggi tutto “Revisione della Direttiva sul Controllo delle Armi – Cosa Fare Oggi”

Approvata a Strasburgo la modifica alla Direttiva Armi 91/477/CEE

Approvata pochi minuti fa la modifica alla Direttiva Sul Controllo delle Armi 91/477/CEE senza ulteriori emendamenti con 697 voti a favore, 178 voti contrari  e 28 astenuti.

Ora la palla passa ai governi Nazioni per recepire, entro 15 mesi, la nuova Direttiva, sperando che i molti punti in cui si legge “Gli Stati Membri possono rilasciare autorizzazione” siano tutti a favore dei regolari detentori di armi.

Il testo è riportato in questo articolo : Revisione della direttiva sul controllo delle armi : DRAFT

Elenco Emandamenti del Correttivo della Direttiva Sul Controllo delle Armi

Ecco l’elenco degli emendamenti che verranno proposti il prossimo 14 marzo durante l’Assemblea Plenaria :

http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?type=AMD&reference=A8-2016-0251&format=PDF&language=IT&secondRef=001-106

Vista l’agenda del Parlamento però ci pare di intuire che tutti gli emendamenti saranno non accettati.
Sebbene il testo risultante è migliore rispetto a quello iniziale proposto dalla Commissione a novembre 2015, sono purtroppo ancora molti secondo il nostro puntosi vista i punti penalizzanti per i regolari detentori di armi.
Innanzitutto le armi demilitarizzate saranno appunto bandite, resteranno detenibili, usabili e cedibili solo gli esemplari che al momento dell’emanazione della Direttiva saranno in possesso ai utenti finali ma non alle armerie o in giacenza presso i distributori. Nel testo della Direttiva infatti la grandfathering clausole è riferita solo ai possessori.
Dubbiosa rimane la questione sui caricatori in quanto vista la modularità delle armi “moderne” è difficile stabilire con certezza se un caricatore appartiene ad un arma lunga o corta, basta pensare ad esempio agli Stubby che utilizzano gli stessi caricatori delle carabine AR-15. Altro inghippo che esce dall’applicare una regola generale è quella che lo stesso caricatore può essere utilizzato per contenere munizionamento diverso, magari con capacità finale sostanzialmente differente, vedi ad esempio i caricatori per il calibro .50 Beowulf che sono gli stessi caricatori da 30 colpi per le armi AR-15 in calibro .223 Remington.
Ricordiamo che i caricatori “maggiorati” saranno detenibili solo da tiratori sportivi “attivi”.
Le repliche di armi da avancarica dovranno essere denunciate.
Le armi disattivate, dovranno essere messe in denuncia.
La patata bollente a questo punto passerà ai vari Governi nazionali che dovranno recepire la Direttiva entro i 15 mesi dalla sua approvazione.
Sebbene il testo iniziale fosse molto più restrittivo rimane la magra consolazione ,come molti ultimamente dicono, del consolarsi con un “Poteva andare peggio…”.
Speriamo il recepimento nazionale sia in grado di colmare parzialmente le profonde lacune che ancor oggi sono presenti.

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FEG AMD-65

Automata Módosított Deszant 1965
AMD-65

Durante le fasi finali della Seconda Guerra Mondiale, fu l’Unione Sovietica ad invadere l’Ungheria, rovesciare il regime filo-nazista ed ad insediare un governo filo-socialista. Successivamente fece parte degli stati alleati del Patto di Varsavia e cercò di vendere (imporre) l’utilizzo delle proprie armi, tra cui il nuovissimo Kalasnikov.
Ma gli ungheresi, troppo orgogliosi e non così dipendenti da un controllo russo, pur adeguandosi alla nuova munizione d’ordinanza, la 7,62 × 39 mm M43, svilupparono in proprio le nuove armi, così come fecero la Jugoslavia e la Cecoslovacchia.
Così negli anni ’50 l’Ungheria, per rimpiazzare le proprie armi d’ordinanza ormai obsolete, i Mosin-Nagant M63, sviluppò, partendo dal receiver fresato tipo3 del Kalašnikov, un proprio  clone, l’AK-55.

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