Funzionamento di un AK

La carabina Kalašnikov AK è tecnicamente un fucile d’assalto, quindi di dimensioni compatte, alimentato a caricatori e in grado di avere un fuoco sia automatico sia semiautomatico.
E’ funzionante a sottrazione di gas, il che significa che all’interno della canna (generalmente oltre la metà della sua lunghezza) c’è un piccolo foro. Durante lo sparo, una volta che il proiettile ha oltrepassato il foro, una parte dei gas generati dalla combustione della polvere da lancio contenuta nella cartuccia vi s’infila e finisce in una camera. Una delle pareti della camera è costituita dalla faccia del pistone, e i gas, spingendola, la fanno indietreggiare. I gas in eccesso in seguito fuoriescono dai fori di sfiato.
Il pistone è solidale con il porta otturatore e conseguentemente tutto il sistema indietreggia. Nel movimento all’indietro, l’otturatore trascina indietro il bossolo vuoto tramite un’unghia chiamata estrattore.
Nel Kalašnikov il bossolo, in calibro 7,62 × 39 mm, ha un’accentuata forma conica per migliorarne il distacco dalle pareti della camera di cartuccia. Quando il bossolo è completamente uscito dalla canna, continuando a essere spinto indietro, urta contro una sporgenza detta espulsore. A seguito di tale urto esce dall’arma attraverso la finestra di espulsione, mentre l’otturatore continua a indietreggiare. Nel farlo, comprime la molla di recupero situata all’interno dello stesso.
Durante il movimento all’indietro l’otturatore provvede anche, spingendolo indietro, a caricare il cane tenuto in tensione tramite una molla multi-filo. Arrivato a fine corsa con ormai tutta l’energia cinetica immagazzinata nella molla di recupero, quest’ultima si distende mandando il sistema otturatore-pistone in avanti. Durante il movimento di chiusura la faccia anteriore dell’otturatore aggancia e spinge in canna una nuova munizione prelevata dal caricatore sottostante.
Nell’ultimo tratto di movimento, quando la faccia frontale dell’otturatore è già appoggiata sul vivo di culatta della canna, per mezzo di una camma, il portaotturatore fa eseguire all’otturatore circa un 1/3 di giro in senso orario allo scopo di assicurare la chiusura degli incastri nel receiver. Quest’ultimo movimento, oltre ad assicurare la chiusura, garantisce anche il ritardo d’apertura necessario a far sì che l’otturatore si allontani, indietreggiando, solo quando la palla ha abbandonato la volata e quindi la pressione dei gas di lancio ormai è a livelli non pericolosi.
Nello Zastava M70, a differenza degli AK tradizionali, la valvola gas può essere chiusa alzando l’alzo lancia granate. In questo modo i gas non sono prelevati integralmente, ma sono utilizzati per spingere la granata.

Funzionamento : Lo scatto

Schema elementare dello scatto AK.

Nei Kalašnikov il sistema di scatto è molto elementare.
Il cane tenuto in trazione da una molla è mantenuto in posizione bloccata da un rebbio del grilletto.
Questo, durante l’azione di trazione, scivolando in avanti lo libera provocandone la sua azione di martello contro il percussore situato all’interno dell’otturatore.
Sarà poi il movimento all’indietro dell’otturatore a riposizionarlo nella posizione di armato.
Nello scatto è presente una parte detta disconnettore il cui scopo, nel tiro semiautomatico, è quello di bloccare il cane qualora il grilletto rimanga nella posizione di fuoco. Solo un rilascio del grilletto permette al disconnettore di svincolare il cane e lasciarlo bloccare dal rebbio del grilletto, tornando così nella situazione iniziale.
La leva di sicura/selettore permette il bloccaggio del grilletto impedendo a quest’ultimo di poter scivolare in avanti e liberare quindi il cane.

Disconnettore AK. Si vede nella zona evidenziata in rosso la parte della “codetta” sporgente, la quale nel funzionamento automatico, permette al selettore di tenere abbassato il disconnettore e quindi permette il fuoco in modalità automatica.
Scatto AKM.
Si vede il leveraggio che temporizza lo sgancio del cane solo quando il porta otturare è arrivato in chiusura.
Si riesce anche a vedere la sicurezza passiva garantita dalla protuberanza del porta otturare proprio sopra l’otturatore; se il porta otturatore fosse pochi millimetri più indietro, il cane sbatterebbe lì anziché sul percussore.
(Foto dell’utente Sweersa del forum AK Files)

Nelle armi automatiche il selettore, però, oltre a bloccare il grilletto, nella posizione intermedia, disinserisce solo il disconnettore impedendo così a quest’ultimo di obbligare il “trigger-reset” e lasciando svincolato il cane dal grilletto. E’ un secondo leveraggio, posto nella parte inferiore destra dell’arma, ad assicurare lo sgancio del cane nel preciso momento in cui il porta-otturatore arriva in chiusura.
Negli AKM è stato inserito anche un ritardatore di ciclo, un sistema di leve e sganci per rallentare la caduta del cane e quindi ridurre il rateo del fuoco automatico.
E’ inoltre presente una sicura passiva per impedire che il cane possa battere il percussore se l’otturatore non è completamente chiuso. Il porta-otturatore presenta un cuneo sporgente, il quale avanza oltre la zona del percussore solo quando il porta-otturatore è completamente avanzato, ovvero l’otturatore ha già eseguito la rotazione per bloccarsi in chiusura per mezzo dei tenoni.

Lo scatto dello Zastava M-76

Che la carabina Zastava M-76 sia nata solo per il tiro semiautomatico, come dichiarato dalla fabbrica stessa, essa si basa sulla meccanica dell’AK.
Ma sebbene il disconnettore sia più corto rispetto a quello dei modelli M70, armi automatiche, esso risulta comunque di circa 1 millimetro “troppo lungo” e permette quindi, posizionando in una precisa zona il selettore, il fuoco automatico.
Il fatto che questa parte sia stata progettata ex-novo, ma comunque con quote non idonee al solo uso semiautomatico può essere definito difetto“?
Questo, purtroppo, è un dato di fatto indipendentemente dalla dichiarazione del produttore.

 


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