FEG AMD-65

Automata Módosított Deszant 1965
AMD-65

Durante le fasi finali della Seconda Guerra Mondiale, fu l’Unione Sovietica ad invadere l’Ungheria, rovesciare il regime filo-nazista ed ad insediare un governo filo-socialista. Successivamente fece parte degli stati alleati del Patto di Varsavia e cercò di vendere (imporre) l’utilizzo delle proprie armi, tra cui il nuovissimo Kalasnikov.
Ma gli ungheresi, troppo orgogliosi e non così dipendenti da un controllo russo, pur adeguandosi alla nuova munizione d’ordinanza, la 7,62 × 39 mm M43, svilupparono in proprio le nuove armi, così come fecero la Jugoslavia e la Cecoslovacchia.
Così negli anni ’50 l’Ungheria, per rimpiazzare le proprie armi d’ordinanza ormai obsolete, i Mosin-Nagant M63, sviluppò, partendo dal receiver fresato tipo3 del Kalašnikov, un proprio  clone, l’AK-55.

Leggi tutto “FEG AMD-65”

7,62 x 39 mm: Munizione Venatoria

7,62 x 39 mm Russian

Ultimo aggiornamento : giovedì 4 maggio 2017

A definire le munizioni idonee all’attività venatoria è l’Articolo 13 della Legge 11 febbraio 1992, n. 157, il quale, nel passaggio che interessa, riporta quanto segue:

“… o a ripetizione semiautomatica di calibro non inferiore a millimetri 5,6 con bossolo a vuoto di altezza non inferiore a millimetri 40.”

Negli anni questo comma è stato oggetto di svariate diatribe da parte della Questura di Trento e del Ministero dell’Interno. Leggi tutto “7,62 x 39 mm: Munizione Venatoria”

La resa dell’IMCO sulla Direttiva 477

Vicky FORD – European Conservatives and Reformists Group

Nelle ultime ore è trapelata quella che sembra essere una lettera inviata dall’Europarlamentare Vicky Ford ai membri del Parlamento Europeo.
Analizzando il comunicato, la nostra prima impressione sembra quella di essere giunti ad una resa. Per quasi un anno la Presidentessa dell’IMCO si è battuta senza tregua per difendere i diritti di tutti i legali possessori di armi, ma pare che, di fronte ad un muro a muro della Commissione sulla sua proposta, ora abbia perso le forze. Leggi tutto “La resa dell’IMCO sulla Direttiva 477”