Zastava M70

Nel 1948, motivato dal desiderio di creare un’economia forte e indipendente per la sua Jugoslavia, Josip Broz Tito divenne il primo leader comunista a sfidare la leadership di Stalin nel Cominform.
A grandi linee tutto iniziò nel 1945, quando Stalin iniziò a nominare uomini a lui fedeli all’interno dei governi e dei Partiti Comunisti negli stati membri.
Ma in Jugoslavia Tito, anche forte della liberazione dall’occupazione nazifascista da parte dei suoi partigiani, rifiutò di lasciar subordinare la sua polizia, l’esercito e la politica estera. Al contempo contrastò la creazione di società attraverso le quali i sovietici avrebbero potuto controllare i settori cruciali dell’economia del paese. Leggi tutto “Zastava M70”

Zastava Arms

Già dai tempi della prima rivoluzione Serba contro i Turchi nel 1804, le forze ribelli soffrirono della mancanza di armi e munizioni. Per questo motivo i leader rivoluzionari guidati da Đorđe Petrović si posero come obiettivo principale quello di armarsi e rifornirsi di pistole. Fu nel 1808, in Arsenal, nella città fortificata di Belgrado, che s’iniziò la costruzione di una fabbrica di armi.
Alla fine del 1832 l’arsenale militare di stato fu completato. Le armi lì erano assemblate con parti prodotte da vari artigiani specializzati. Erano presenti 20 operai artigiani. Poco dopo l’impianto fu ampliato aggiungendo un magazzino per gli esplosivi e una forgia ma ancora era prematuro attribuirgli il nome di fabbrica. Nel 1847 l’intero impianto era in grado di produrre autonomamente attrezzature militari. Leggi tutto “Zastava Arms”

FEG AMD-65

Automata Módosított Deszant 1965
AMD-65

Durante le fasi finali della Seconda Guerra Mondiale, fu l’Unione Sovietica ad invadere l’Ungheria, rovesciare il regime filo-nazista ed ad insediare un governo filo-socialista. Successivamente fece parte degli stati alleati del Patto di Varsavia e cercò di vendere (imporre) l’utilizzo delle proprie armi, tra cui il nuovissimo Kalasnikov.
Ma gli ungheresi, troppo orgogliosi e non così dipendenti da un controllo russo, pur adeguandosi alla nuova munizione d’ordinanza, la 7,62 × 39 mm M43, svilupparono in proprio le nuove armi, così come fecero la Jugoslavia e la Cecoslovacchia.
Così negli anni ’50 l’Ungheria, per rimpiazzare le proprie armi d’ordinanza ormai obsolete, i Mosin-Nagant M63, sviluppò, partendo dal receiver fresato tipo3 del Kalašnikov, un proprio  clone, l’AK-55.

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7,62 x 39 mm: Munizione Venatoria

7,62 x 39 mm Russian

Ultimo aggiornamento : giovedì 15 giugno 2017

A definire le munizioni idonee all’attività venatoria è l’Articolo 13 della Legge 11 febbraio 1992, n. 157, il quale, nel passaggio che interessa, riporta quanto segue:

“… o a ripetizione semiautomatica di calibro non inferiore a millimetri 5,6 con bossolo a vuoto di altezza non inferiore a millimetri 40.”

Negli anni questo comma è stato oggetto di svariate diatribe da parte della Questura di Trento e del Ministero dell’Interno. Leggi tutto “7,62 x 39 mm: Munizione Venatoria”

La resa dell’IMCO sulla Direttiva 477

Vicky FORD – European Conservatives and Reformists Group

Nelle ultime ore è trapelata quella che sembra essere una lettera inviata dall’Europarlamentare Vicky Ford ai membri del Parlamento Europeo.
Analizzando il comunicato, la nostra prima impressione sembra quella di essere giunti ad una resa. Per quasi un anno la Presidentessa dell’IMCO si è battuta senza tregua per difendere i diritti di tutti i legali possessori di armi, ma pare che, di fronte ad un muro a muro della Commissione sulla sua proposta, ora abbia perso le forze. Leggi tutto “La resa dell’IMCO sulla Direttiva 477”