La Detenzione delle Munizioni

Ultimo aggiornamento : venerdì 16 giugno 2017

In questo breve articolo, tratteremo i quantitativi detenibili di

Chiunque detiene armi, munizioni o materie esplodenti di qualsiasi genere e in qualsiasi quantità deve farne immediata denuncia all’ufficio locale di pubblica sicurezza o, se questo manchi, al comando dei reali carabinieri.
Più nel dettaglio, l’art.38 del T.U.L.P.S. (Testo Unico Leggi di Pubblica Sicurezza) recita quanto segue:

Art.38 TULPS
Chiunque detiene armi, parti di esse, di cui all’art. 1bis, comma 1, lettera b), del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 527, munizioni finite o materie esplodenti di qualsiasi genere deve farne denuncia entro le 72 ore successive alla acquisizione della loro materiale disponibilità,all’ufficio locale di pubblica sicurezza o, quando questo manchi, al locale comando dell’Arma dei carabinieri, ovvero per via telematica al sistema informatico di cui all’articolo 3 del decreto legislativo 25 gennaio 2010, n. 8, secondo le modalità stabilite nel regolamento.
Sono esenti dall’obbligo della denuncia:
a) i corpi armati, le società di tiro a segno e le altre istituzioni autorizzate, per gli oggetti detenuti nei luoghi espressamente destinati allo scopo;
b) i possessori di raccolte autorizzate di armi artistiche, rare o antiche;
c) le persone che per la loro qualità permanente hanno diritto di andare armate, limitatamente però al numero ed alla specie delle armi loro consentite.
….

Munizioni

Invece i quantitativi massimi detenibili da un privato cittadino senza particolari licenze in un deposito (locale) sono indicati invece nell’art. 97 del Regolamento del Testo Unico, il quale dice :

Art. 97 del Regolamento del Testo Unico
Possono tenersi in deposito o trasportarsi nello Stato senza licenza, esplosivi della prima categoria in quantità non superiore a cinque chilogrammi dì peso netto, od artifici in quantità non superiore a chilogrammi venticinque di peso lordo, escluso l’imballaggio, ovvero un numero di millecinquecento cartucce da fucile da caccia caricate a polvere, nonché duecento cartucce cariche per pistola o rivoltella, ed un numero illimitato di bossoli innescati e di micce dì sicurezza.
Possono essere acquistati, trasportati ed impiegati senza licenza, nonché detenuti senza obbligo della denuncia di cui all’articolo 38 del regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, i prodotti esplodenti della categoria 5), gruppo D), fino a 5 kg netti e della categoria 5), gruppo E), in quantità illimitata.
Gli esplosivi di cui al comma precedente devono essere confezionati in scatole metalliche regolamentari, oppure in pacchi di carta, secondo le norme stabilite nell’allegato B al presente regolamento.
Per tenere in deposito o per trasportare esplosivi della prima categoria o cartucce cariche in quantità superiore a quella indicata, occorre la licenza del prefetto ai termini degli articoli 50 e 51 della legge.
Agli effetti dell’articolo 50 della legge, il prefetto è autorizzato a rilasciare licenza per il deposito e il trasporto degli esplosivi di seconda e terza categoria in quantità non superiore a cinque chilogrammi per gli esplosivi della seconda categoria ed a numero cinquanta detonanti.

Consiglio a tutti di leggere bene la prima riga “.. possono tenersi in deposito o trasportarsi ..”.
Il limite indicato è riferito al deposito non alla persona (come invece è per le armi nell’articolo 10 della Legge 110/1975). Quindi se qualche persona in modo restrittivo pensa che sia riferito alla persona lo rilegga, perché ragionando in tal senso potrebbe commettere un reato senza saperlo.
Ma andiamo avanti e cerchiamo di capire.
Innanzitutto l’articolo 97 del Regolamento del TULPS è inserito nella parte inerente “DELLA PREVENZIONE DEGLI INFORTUNI E DEI DISASTRI” e non in quello delle autorizzazioni o della pubblica sicurezza. Appare evidente che i limiti illustrati sono imposti per evitare disastri in caso di incendio nei locali. Per lo stesso motivo, senza particolari autorizzazioni (ADR) non si possono comunque trasportare assieme quantità oltre i limiti.
Posso quindi detenere, nonostante l’usanza ormai assodata che i limiti siano sul personale possesso, 200 munizioni per pistola a casa, ed allo stesso tempo acquistarne 200 presso un armeria per poter poi andare a spararle al poligono (sia pubblico che privato).
Attenzione però, che se nella stessa abitazione convivono più persone , il limite massimo per il locale è comunque quello indicato nell’articolo. Non si possono quindi cumulare munizioni oltre il limite, se 5 persone in casa possono detenere munizioni, queste devono stare attente a non detenerle tutte (5×200 = 1000) nello stesso locale per non incorrere nel reato.
A mio avviso, purtroppo, vale anche la stessa cosa anche qualora più persone trasportino contemporaneamente munizioni nello stesso automezzo contemporaneamente.
Purtroppo l’ “usucapione” di un interpretazione restrittiva ha convinto molti a sostenere la tesi secondo cui i limiti dell’art.97 siano indicati a persona, ma purtroppo non è così. D’ogni modo provate a chiedere informazioni dettagliate al proprio ufficio di Pubblica Sicurezza prima di denunciare quantitativi oltre quelli indicati.
Si fa notare come il TULPS possa anche avere un vuoto normativo per quanto riguarda le munizioni da fucile non idonee all’uso venatorio (.22LR; 5,45 x 39; 17 Hornet). Oggi, ovvero dopo l’entrata in vigore della Legge 157/1992 (Legge sulla caccia), per la definizione di munizione venatoria si fa espresso riferimento all’Art.13, ma nel 1940 (data di entrata in vigore del Regolamento del TULPS) tutte le armi lunghe erano idonee all’uso venatorio ed è quindi ovvio che nel 1940 il legislatore volesse differenziare esclusivamente le munizioni per arma lunga da quelle per arma corta. Anche negli allegati che definiscono i criteri per i depositi di esplodenti (depositi o armerie) si fa espresso rifermento a munizioni per arma lunga o per arma corta.
Si sottolinea inoltre che se tali munizioni fossero escluse da quelle espressamente ammesse non potrebbero neppure essere vendute e di conseguenza tanto meno detenibili o utilizzabili dai privati cittadini; e di conseguenza pure le armi camerate in tali calibri non potrebbero essere commercializzate. Si sottolinea però che il Ministero dell’Interno, come si può anche leggere nella loro sezione FAQ del sito, in modo atecnico emanò una circolare dichiarando che tali munizioni devono essere considerate come munizioni per arma corta.
In questo specifico caso ci si trova in una situazione in cui una legge posteriore non ha opportunamente aggiornato una Legge antecedente ma, cosa più grave, un parere del Ministero ha addirittura seminato ancor più incertezza.

Inoltre, per chi detiene armi, è già ha presentato denuncia, la LEGGE 18 aprile 1975, n. 110, permette l’esclusione dalla denuncia di 1000 munizioni da caccia a palla spezzata, nel dettaglio ecco l’articolo 26. Attenzione perché queste munizioni fanno comunque cumulo nei limiti massimi detenibili nel locale!

Art. 26:
Limiti alla detenzione senza denuncia di munizioni
E’ soggetto all’obbligo della denuncia, stabilito dall’articolo 38 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza 18 giugno 1931, n. 773, chi, in  possesso  di armi regolarmente denunziate, detiene munizioni per armi comuni da sparo eccedenti la dotazione di 1000 cartucce a pallini per fucili da caccia.

Attenzione però che la norma in oggetto si presenta a una interpretazione molto rigida, ovvero : è escluso dalla denuncia di materiale esplodente chi ha in denuncia almeno un arma, e NON eccede nella detenzione delle sole 1000 munizioni a pallini per armi da caccia. Basta quindi anche una sola munizione per pistola ad esempio, o una oltre le 1000 per dover denunciare tutto il materiale esplodente.

Polvere da Lancio e/o da Mina

La detenzione della polvere da lancio o da mina in un deposito, a un privato cittadino, previa denuncia della detenzione, è concessa fino al limite massimo di 5Kg.
Attenzione, perché in questo conteggio, bisogna tenere conto anche della polvere contenuta nelle munizioni detenute.
Per calcolare le equivalenze, esistono di fatto 2 normative. Il TULPS, con la vetusta formula dove 5Kg = 1500 munizioni per fucile + 200 per pistola; dove, trascurando quelle da pistola, si evince che per ogni munizione da fucile siano calcolati 3.334 grammi di polvere da lancio.
Per gli esercizi di minuta vendita, soggetti a Licenza, si applicano invece le equivalenze dell’Allegato B al Regolamento del TULPS, elencate nella tabella sottostante.

1 Kg di polvere da lancio equivale a:
(le righe sono distinte, non cumulative)
N. Descrizione Equivalenza
300 cartucce per armi lunghe caricate con polvere nera 3,333 g
560 cartucce per armi lunghe caricate con polvere senza fumo 1,786 g
4’000 cartucce per arma corta 0,250 g
12’000 cartucce a percussione anulare per arma corta o lunga 0,083 g
25’000 cartucce per armi Flobert 0,040 g
12’000 cartucce da salve 0,083 g
24’000 cartucce della V categoria, gruppo E. 0,042 g

Ad oggi purtroppo nessuno si è sbilanciato ad indicarle valevole anche per i privati detentori. Secondo logica, se una munizione per arma lunga caricata a polvere infume equivale a 1000 g / 560 = 1,786 grammi nell’esercizio di minuta vendita, per il buon senso questa dovrebbe pesare lo stesso nel memento in cui un privato la detiene. Purtroppo però, l’unica legge applicabile al cittadino è quella del TULPS, poiché l’allegato I è esclusivamente riservato ai titolari di licenza di minuta vendita.
Chi si trova quindi a detenere ad esempio tutte le munizioni possibili non può detenere un solo grammo di polvere.

Licenza Prefettizia

Quanto fin qui detto, vale per chi non è soggetto di particolare licenza rilasciata dal Prefetto. Questo perché può essere rilasciata, a chi debitamente motivato, una licenza permanente di “deposito” di munizioni. Licenza che permette il superamento per la detenzione (e nonché per il trasporto) delle 200 munizioni per arma corta.
Qui sotto le quattro circolari inerenti la suddetta licenza.

FAQ

La ricarica casalinga delle munizioni è legale?

Si. La ricarica casalinga per uso personale delle munizioni è attività lecita a patto che non avvenga il commercio delle munizioni ricaricate.

Devo denunciare il consumo di munizioni/polvere ?

No. O meglio, l’art.58 del Regolamento del TULPS impone che la denuncia deve essere precisa e va ripresentata ad ogni variazione delle quantità. Esiste però la Circolare 557/PAS.10611-10171.(1) del 7 agosto 2006 557_PAS.10611-10171.(1) che in passo specifica : “Chi detiene munizioni regolarmente denunciate non deve fare alcuna variazione qualora il numero delle stesse sia inferiore a quello dichiarato.”

Come faccio a sapere se una determinata minuzione è per arma corta o lunga ?

A questo quesito può rispondere il CIP tramite le sue schede per quanto concerne le munizioni a fuoco centrale. Per le munizioni anulari bisogna fare una ricerca storica. Invito d’ogni modo a leggere il seguente nostro articolo per avere maggior chiarezza sulle distinzioni tra le 2 famiglie.

Oggi, dopo l’entrata in vigore della Legge 21 aprile 2015 n. 43, le munizioni delle ex-armi da caccia, come a esempio le 7,62x39mm sono detenibili in massimo 200 pezzi ?

Assolutamente no! La legge 43 ha aggiunto il punto 2Bis, riducendo la categoria di armi idonee all’uso venatorio, ma non ha assolutamente modificato le specifiche sui calibri minimi per uso ventatorio. Esistono tutt’oggi infatti armi non appartenenti alla Catergoria B7, camerate appunto nel 7,62 x 39 mm. (Vedi gli SKS Classificati B4, e parecchie carabine bolt-action).
Gli unici calibri non più venatori sono quelli a percuissione anulare inferiori al 6mm Flobert.

Posso detenere 200 munizioni per pistola a casa, ed acquistarne ulteriori 50, riportarle poi nello stesso luogo ma consumandole entro le 72 ore ?

No!.  Le 72 ore sono il limite massimo di tempo entro cui presentare una denuncia sulla variazione delle quantità (in eccesso) del materiale esplodente, ma nell’esatto momento in cui a casa ne vengo a detenere oltre il limite imposto dall’art. 97, commento reato cui all’articolo 678 del codice penale “Fabbricazione o commercio abusivi di materie esplodenti” il quale sanziona chi oltrepassa i limiti detentivi massimi (La pena è l’arresto da 3 a 18 mesi e con l’ammenda fino ad € 247.00).

Ultimo aggiornamento : venerdì 16 giugno 2017


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