Le Baionette Vanno Denunciate

Ultimo aggiornamento : mercoledì 13 giugno 2018

A seguito del Decreto Legislativo 26 ottobre 2010, n. 204 molti collezionisti suppongono erroneamente che le baionette (armi bianche) dal 1 luglio 2011 non siano più armi.
Non vi è nulla di più sbagliato.
Per la nostra legislazione la definizione di arma è sancita dall’articolo 30 del T.U.L.P.S. (Regio Decreto 18 giugno 1931, n. 773)

Art.30 – R.D. 18 giugno 1931, n.773 – T.U.L.P.S.:
Agli effetti di questo testo unico, per armi si intendono:
1) le armi proprie, cioè quelle da sparo e tutte le altre la cui destinazione naturale è l’offesa alla persona;
2) le bombe, qualsiasi macchina o involucro contenente materie esplodenti, ovvero i gas asfissianti o accecanti.

Art.45 – R.D. 6 maggio 1940, n. 635 – Reg. T.U.L.P.S.:
Per gli effetti dell’art. 30 della Legge, sono considerati armi gli strumenti da punta e taglio, la cui destinazione naturale è l’offesa alla persona, come pugnali, stiletti e simili.
Non sono considerati armi, per gli effetti dello stesso articolo, gli strumenti da punta e da taglio, che, pur potendo occasionalmente servire all’offesa, hanno una specifica e diversa destinazione, come gli strumenti da lavoro, e quelli destinati ad uso domestico, agricolo, scientifico, sportivo, industriale e simili.

Appare palese che nel primo comma siano incluse nella definizione di armi: le armi da sparo (sia armi ad aria compressa e sia armi da fuoco) e tutte le altre la cui destinazione natale è l’offesa alla persona.
Dato che una baionetta nasce, come “oggetto bellico” è ovvio che esso rientri a pieno titolo tra le armi proprie, nella sotto categoria delle armi bianche.
Come tali la vendita è ristretta a persone munite di nulla osta d’acquisto o titolari di licenza di porto d’armi e la loro detenzione è soggetta agli obblighi di denuncia ex art.38 del T.U.L.P.S.

Si aggiunge che per le armi bianche (baionette, pugnali e tirapugni) non esiste nessuna licenza di porto e a seguito di ciò possono essere introdotte nello Stato solo con licenza rilasciata a fini collezionistici per i possessori di licenza di collezione di armi antiche ex art.49 del T.U.L.P.S., che riportiamo qui sotto:

Art.49 – R.D. 6 maggio 1940, n. 635 – Reg. T.U.L.P.S.
E’ vietata l’introduzione nel territorio dello Stato di armi, di cui non sia permesso il porto, a meno che l’introduzione non sia richiesta per comprovate ragioni di studio o da chi sia munito di licenza per collezione di armi artistiche, rare o antiche, a termine dell’ultimo comma dell’art. 31 della Legge.

La novella sulle armi bianche a inizio con il Decreto Legislativo 204/2010 che recepiva la direttiva 2008/51/CE che modificava l’art.38 del T.U.L.P.S..
Le modifiche semplicemente aggiungono all’obbligo di denuncia le parti d’arma  da fuoco, elencandole. Impone il limite temporale delle 72 ore per presentare tale denuncia, e specifica inoltre che è possibile inviarla anche mezzo posta elettronica certificata (PEC).
Nulla toglie alla definizione di arma. Le armi bianche, le armi da sparo, e ogni altro oggetto la cui naturale destinazione è l’offesa alla persona restano a tutti gli effetti armi.

Purtroppo nel web circola voce che taluni uffici di Pubblica Sicurezza abbiano dichiarato che le baionette non rientrino più nell’elenco delle armi e siano quindi di libera vendita, importazione e non siano soggette a denuncia.
A nostro avviso tale situazione è palesemente contro le attuali norme, e anzi, può anche creare seri problemi a chi fosse trovato in possesso di baionette senza averle né denunciate né tanto meno regolarmente acquisite.
Infatti il 24 giugno 2011 il Ministero dell’Interno pubblica la circolare Circolare 577/PAS/10900(27)9 del 24 giugno 2011 – Dlgs 204/2010 Attuazione Direttiva 2008/51/CE nella quale si ribadisce che l’obbligo di denuncia continua ad esistere per tutte le armi e, come espressamente specificato nella medesima circolare, anche le armi bianche proprie, tra cui devono ricomprendervi le baionette, e le singole parti di arma da fuoco.
Il fatto che orami siamo rimasti gli unici all’interno della Comunità Europea a considerarle armi è anacronistico, ma purtroppo, dura lex sed lex.

Sono escluse dal novero delle armi, e quindi anche dall’obbligo della denuncia le sciabole da parata. Con una Circolare 770 dell 02 marzo 2016 – Stato Maggiore Esercito Armi – Applicazione della disciplina in materia di armi alle sciabole degli Ufficiali e dei Marescialli ed allo spadino degli Allievi delle Accademie Militari infatti lo Stato Maggiore dell’Esercito ha dichiarato che sono considerate armi bianche solo sciabole e spadini munite di punta acuminata e filo tagliente, ovvero le armi bianche proprie.


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2 risposte a “Le Baionette Vanno Denunciate”

  1. Non sarebbe il caso di leggere nel sito del giudice Edoardo Mori la sentenza del 8.1.2018 del tribunale di Belluno inerente alla denuncia delle armi bianche. Le armi bianche dovrebbero essere esenti dalla denuncia da circa otto anni . Questo è proprio uno strano paese dove ognuno la gira come vuole e nessuno è responsabile!

  2. Purtroppo una rondine non fa primavera.
    Il T.U.L.P.S. è chiaro.

    Dalla sentenza riportata sul sito di Mori:

    […Chiunque detiene armi, parti dì esse, di cui all’articolo 1-bis, comma 1, lettera b), del decreto legislativo 30 dicembre 1992, nr. 527, munizioni finite o materie esplodenti di qualsiasi genere, deve fame denuncia entro le 72 ore successive alla acquisizione della loro materiale disponibilità, all’ufficio locale di pubblica sicurezza o, quando questo manchi, al locale comando dell’Arma dei carabinieri, ovvero anche per via telematica alla questura competente ….
    Detto articolo 1 bis del D.L.vo 527/92 espressamente richiamato dalla citata norma fa esclusivo riferimento alle sole armi da fuoco ed alle loro parti così testualmente dispone…”]

    l’articolo 1-bis, comma 1, lettera b) del Dlgs527/92 nella parte B da solo la definizione di parti di armi.

    […nonché alla migliore dottrina (Edoardo Mori in “earmi.it” “abolizione della denuncia per armi bianche e armi antiche?”…]

    Probabilmente l’avvocato difensore avrà sostenuto che l’imputato non ha fatto denuncia dopo aver letto l’articolo del Giudice E. Mori…

    [… Ad avviso dello scrivente nel caso in cui il novellato articolo 38 del T.U. P.S. fosse interpretato nel senso di cui alla citata Cass. nr. 2830/2016 si porrebbe un serio problema in ordine all’accertamento della sussistenza dell’elemento soggettivo (colpa) in capo al Vecellio, persona incensurata e di condotta irreprensibile, la cui totale buona fede risulta sia dalla circostanza che fu egli stesso alcuni giorni prima del controllo a riferire al Mar. Nappi di detenere una sciabola senza averne fatto denuncia, sia dalla circostanza che le armi bianche sequestrate erano appese a mo’ di ornamento alla parete del soggiorno e perciò ben visibili a tutti gli ospiti della casa. A ciò si aggiunga il fatto che il Vecellio, che già deteneva legittimamente armi e che aveva quindi tutti i requisiti per detenerne altre, non avrebbe avuto alcun logico e ragionevole motivo per non denunciare il possesso del pugnali e della sciabola in questione non essendovi alcun limite numerico alla detenzione di armi bianche. …]

    Il Giudice non ha voluto infierire contro una persona in buona fede.

    Però, come detto sopra una rondine non fa primavera. E’ andata bene. Moralmente concordo con il Giudice, ma purtroppo l’art.38 del T.U.L.P.S. è chiaro.
    P.S. Qui sotto c’è una risposta ad un mio specifico quesito inviato al Ministero :
    Risposta del Ministero sulla denuncia delle baionette

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