Si è concluso l’esame in Senato del Disegno di Legge DDL 2834 per la delega al Governo per il recepimento della Direttiva 2017/853 che modifica la direttiva 91/477/CEE del Consiglio, relativa al controllo dell’acquisizione e della detenzione di armi. Il termine di recepimento sarà il 14 settembre 2018.
Ora il compito di varare un Decreto Legislativo per il recepimento passerà direttamente al Governo saltando tutto l’iter al Parlamento, così come fu per il Decreto Legislativo 204/2010 ed il Decreto Legislativo 121/2013.
A seguito del nostro quesito presso il Ministero dell’Interno e al Banco Nazionale di Prova di Gardone Val Trompia ancora in data 23 dicembre 2016 qualcosa è cambiato nelle schede delle armi sportive.
Ora è almeno indicata la data in cui l’ente o federazione sportiva approva la richiesta di arma sportiva. Leggi tutto “I Pasticci delle Armi Sportive – Parte II”
Tabella aggiornata alla direttiva (UE) 2017/853 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 maggio 2017, che modifica la direttiva 91/477/CEE del Consiglio, relativa al controllo dell’acquisizione e della detenzione di armi. In vigore dal 14 giugno 2017Leggi tutto “La Classificazione UE delle Armi”
Fino al termine della terribile e sanguinosa Guerra Civile, conclusasi nell’aprile del 1939, le Forze Armate Spagnole (sia Repubblicane che Nazionaliste) si ritrovarono ad usare una quantità enorme e variegata di armi lunghe. Il Fucile d’Ordinanza delle forze armate era il Mauser Modello 1916 calibro 7 × 57 mm, versione più corta del precedente Mauser 1893, ma con qualche modifica. Oltre ad esso, numerose furono le armi che vennero utilizzate nel conflitto, come le carabine 1895 (anch’esse derivate dal 1893) ma anche Mauser VZ-24, Mosin Nagant e persino vecchi Vetterli Italiani. Dobbiamo inoltre ricordare che, durante la guerra, le forze Nazionaliste del “Caudillo” Francisco Franco ricevettero numerosi aiuti bellici dall’allora Italia Fascista e dalla Germania Hitleriana che inviò in Spagna un corposo numero di Mauser 1898 e carabine K98k in calibro 8 × 57 JS. Leggi tutto “Mauser 1943 Spagnolo “La Coruña” Calibro 8 × 57 JS”
Nel 1948, motivato dal desiderio di creare un’economia forte e indipendente per la sua Jugoslavia, Josip Broz Tito divenne il primo leader comunista a sfidare la leadership di Stalin nel Cominform.
A grandi linee tutto iniziò nel 1945, quando Stalin iniziò a nominare uomini a lui fedeli all’interno dei governi e dei Partiti Comunisti negli stati membri.
Ma in Jugoslavia Tito, anche forte della liberazione dall’occupazione nazifascista da parte dei suoi partigiani, rifiutò di lasciar subordinare la sua polizia, l’esercito e la politica estera. Al contempo contrastò la creazione di società attraverso le quali i sovietici avrebbero potuto controllare i settori cruciali dell’economia del paese.
Stalin richiamò così tutti i consiglieri militari e gli specialisti civili presenti in Jugoslavia e criticò le decisioni del Partito Comunista Jugoslavo. Al contempo, però, dirigenti jugoslavi vicini a Tito fecero blocco attorno a lui e quelli fedeli a Mosca furono esclusi dal Comitato Centrale e arrestati. Il Cremlino giocò l’ultima carta portando la questione davanti al Cominform, ma Tito si oppose. A questo punto il Cominform considerò il rifiuto jugoslavo come un tradimento.
Con l’espulsione della Jugoslavia dal Cominform e la conseguente uscita dal Patto di Varsavia, la Jugoslavia subì il blocco anche delle forniture di armamenti da parte della Russia.
Negli anni Sessanta la Zavodi Crvena Zastava iniziò a sviluppare in modo indipendente, senza ottenere la licenza, una serie di armi ispirate ai progetti russi. Gli ingegneri della Zastava, guidati dall’ingegnere Milan Chirich, realizzarono la loro versione di un’arma automatica basata sul sistema Kalašnikov, creando poi tutta un’intera famiglia di armi basate sull’AKM, la “Familija Automatskog Oruzja” (FAZ), tradotto in “Famiglia di armi Automatiche Zastava”. Successivamente vennero esportate in alcuni stati dell’est asiatico ed in Africa, e venne fornito lo start-up necessario anche all’Iraq per la produzione degli AK Tabuk.
Ormai ci siamo.. si sapeva che prima o poi la data di pubblicazione sarebbe arrivata.
Ma cosa succederà adesso ?
A grandi linee nulla o poco, la Direttiva non è come un Regolamento, perché abbia valore legale negli Stati Membri dell’Unione Europea essa deve essere recepita.
Infatti è così definita dall’articolo 288 : « La direttiva vincola lo Stato membro cui è rivolta per quanto riguarda il risultato da raggiungere, salva restando la competenza degli organi nazionali in merito alla forma e ai mezzi ».
Al lato pratico hanno più valore la pagine iniziali dell’aggiornamento della Direttiva 91/477/EU che gli articoli in se.
E’ stata pubblicata oggi in Gazzetta Europea (L137) la nuova Direttiva (UE) 2017/853 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 maggio 2017, che modifica la direttiva 91/477/CEE del Consiglio, relativa al controllo dell’acquisizione e della detenzione di armi.