Il Banco di Prova italiano venne istituito con il Regio Decreto del 13 gennaio 1910 come consorzio tra Enti pubblici, ma cominciò a funzionare solo dal 1920 con i laboratori di Gardone e Brescia (chiuso poi nel 1930). Nel 1925 un’altra sezione, a Camerlata (CO) ebbe vita per un solo anno.
Si occupa, oltre di eseguire le prove CIP su tutte le armi prodotte e commercializzate in Italia, della verifica di commerciabilità delle armi in Italia.
Disposizioni per l’adempimento degli obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione europea – Legge europea 2019-2020 – LEGGE 23 dicembre 2021, n. 238.
E pubblicata nella Gazzetta Ufficiale Nr. 12 del 17.01.2022 la Legge 23 dicembre 2021, n.238 la quale elimina il formale divieto di introduzione e vendita nel territorio italiano di armi da fuoco corte semiautomatiche o a ripetizione in calibro 9×19 mm.
La Legge entrerà in vigore il primo febbraio 2022.
É notizia di oggi che l’avvocato Antonio Bana, presidente di Asso Armieri, ha vinto il ricorso presentato alla Cassazione contro la Prefettura di Brescia che voleva annullare l’atto di restituzione proclamato dal Tribunale del Riesame di Brescia per le 10 carabine Zastava M-76, demilitarizzate dalla Nuova Jager, che l’estate scorsa erano state restituite ai legittimi proprietari.
Non vogliamo soffermarci sul discorso delle M-76, della cui notizia ha già parlato la testata Armi e Tiro nell’articolo intitolato “Le 10 Zastava tornano a casa (definitivamente)”, ma solo prendere in considerazione un breve passaggio. Leggi tutto “Le armi demilitarizzate ed i 5 colpi, La Cassazione sul caso delle Zastava M-76”
Pubblichiamo questo brevissimo articolo solo per rendere pubbliche le porcate richieste dal Banco Nazionale di Prova di Gardone Val Trompia per poter accettare un’arma corta demilitarizzata.
Ricordiamo che sebbene la Circolare 20 settembre 2002, n.557 sulle armi demilitarizzate non ha mai indicato il limite di 5 colpi per i caricatori, il Banco si è ottuso su questa sua personale interpretazione.
Il solo limite imposto dalla classificazione per le armi comuni è di 5 colpi per le armi lunghe e 15 per le armi corte, e che ad una lettura attenta della circolare del 2002, si evince che le operazioni di demilitarizzazione sono atte a trasformare un’arma da guerra o tipo guerra in arma comune e che quindi il limite sul numero di colpi è appunto questo (con l’esclusione delle armi classificate sportive).
Qui sotto un modello di pistola automatica M712 Schnellfeuer prodotta dalla Mauser per il mercato cinese tra il 1932 ed il 1936.
L’arma è oggetto di ritrovamento, era di un parente deceduto ante 1975 e mai regolamentata, ai sensi della Legge 18 aprile 1975, inserendola nella licenza cui all’articolo 28 del T.U.L.P.S..
L’arma era regolarmente denunciata negli anni ’30.
Non essendo stata rilasciata la licenza di collezione di armi da guerra l’erede ha dovuto sottoporla alle operazioni di demilitarizzazione da un armaiolo autorizzato, l’alternativa era la demolizione.
L’armaiolo autorizzato per avere l’autorizzazione dal Banco ha dovuto obbligatoriamente ridurre il caricatore a 5 colpi per costruzione, non ci sono stati versi per poter procedere in modo diverso.
Un vero peccato dover rovinare una parte di un’arma giunta ai tempi nostri in condizioni impeccabili. La brunitura e le condizioni della canna sono perfette. Leggi tutto “Le Porcate del Banco Nazionale di Prova di Gardone Val Trompia”
Dopo la recente pubblicazione di una scheda di classificazione di un FAL Stg58 prodotto dalla Steyr con qualifica di arma idonea ad uso sportivo con caricatore da 20 colpi, riceviamo oggi notizia che il Banco di Prova di Gardone Val Trompia si era nuovamente sbagliato ed ha provveduto alla rettifica della scheda.
La scheda sportiva 12_02765ds1 riportata sul sito del Banco, oggi infatti indica una capienza massima di 5 colpi, mentre la precedente scheda “comune” 12_02765d indica ancora una capienza massima di 20 colpi.